Uri, una storica “villa” incastonata tra laghi e chiese e nel dna il carciofo spinoso
Il sindaco Matteo Dettori: siamo impegnati nel turismo culturale
Piccolo centro nel cuore del Logudoro, Uri è una delle storiche ville che composero l’antica curadoria del Coros. Conta circa 3000 abitanti ed è situato fra Alghero e Sassari nella parte Nord-Occidentale della Sardegna. Il paese sorge sul versante di una collina nei pressi del Rio Carrabusu a breve distanza dal bacino artificiale del Cuga, circondato da centinaia di ettari ricoperti da oliveti, vigneti e carciofaie. Queste colture sono attestate sin dai tempi più antichi, si pensi che un documento del XIV secolo riporta la vocazione vitivinicola della località Santa Lene Banjos, proprio in questi mesi quest’area è oggetto di ricognizione archeologica da parte dell’Università di Sassari. Obiettivo della ricognizione è la ricerca dell’antico abitato, dell’annessa chiesa di Sant’Elena e della “Curia fortificata”, un unicum secondo gli addetti ai lavori per il genere di fortificazione descritta in un’antica pergamena. Un altro documento del 1782 cita come coltura salvaguardata dalla locale compagnia barracellare le carciofaie che già da allora producevano la specialità del territorio: il carciofo spinoso sardo. L’origine dell’abitato si perde nella notte dei tempi: è dimostrata la presenza umana nelle varie epoche, testimoniata da diverse proto domus ubicate nel centro storico e dalla presenza sempre nel Centro urbano del villaggio nuragico di Santa Cadrina abitato continuativamente sino all’epoca bizantina, come dimostrano i reperti rinvenuti nelle diverse campagne di scavo e oggi esposti al museo Sanna di Sassari. Altri siti di epoca antica si trovano nell’agro a breve distanza dal centro urbano, tra questi si segnala “Sa pedra longa”, la domus di “Monte ‘e su preideru” e il nuraghe di “Sa Mandra”. Zona ad alta densità di siti archeologici è il bacino del Cuga che spesso diventa luogo di relax per i tanti appassionati alla pesca.
Nel centro matrice i volontari del servizio civile nazionale nel 2018 hanno proposto il percorso turistico “il Centro%” che oggi è visitabile grazie all’installazione di una pannellistica dedicata che ripercorre i luoghi chiave di Uri ‘etzu. Varie sono le manifestazioni che si svolgono nel corso dell’anno, tra gli eventi religiosi la festa patronale di Nostra Signora della Pazienza il 13 settembre e la suggestiva festa di Santa Maria di Paulis il martedì di Pentecoste, con il pellegrinaggio il giorno successivo all’omonima Abbazia, una delle più antiche feste attestate nei documenti custoditi negli archivi del territorio. Due rassegne “Tesori di Sardegna” a cura del gruppo folk Uri e “Ammentos” organizzato dal gruppo folk Santa Rughe, ripropongono gli abiti tradizionali e le tipiche danze, come i locali cori - Coro di Uri e polifonica Paulis - presentano la tradizionale cultura canora. Tra gli eventi enogastronomici la Sagra del Carciofo giunta alla XXXI edizione, proposta la seconda settimana di marzo. C’è anche un’edizione estiva della sagra che si terrà i prossimi 4 e 5 agosto. Altri eventi sono “Sa Die de su Inu” e la “Camminata tra gli olivi”.
In ambito culturale si segnala il Festival Culturale “Le piazze per la Storia” con la partecipazione di docenti nazionali e internazionali tra i relatori. A Uri sono presenti due biblioteche, una dell’associazione culturale Paulis e una comunale dedicata al politico urese Giovanni Maria Cherchi, quest’ultima con un fondo aggregato recentemente donato dalla Fondazione Siotto, conta un patrimonio complessivo di oltre 20mila volumi. Uri è una comunità virtuosa con circa 30 realtà associative operanti nel territorio, attive in tutti gli ambiti dall’assistenza, alla protezione civile, dall’attività caritativa a quella culturale e folklorica, senza tralasciare quella sportiva con tanti sport che coinvolgono soprattutto le fasce più giovani della popolazione, realtà che oggi grazie alla U.S. Atletico Uri che milita nel campionato di Calcio di serie D porta in alto il nome del paese. Il Comune di Uri ha aderito alla Città del Vino e alla Città dell’olio oltre che essere un socio fondatore della “Fondazione Sardegna Isola del Romanico” ed essere inserito nel Cammino Minerario di Santa Barbara e nel percorso dell’acqua “Funtaneris”.
«L’azione amministrativa nel settore turistico in questi ultimi anni è stata indirizzata alla riscoperta di un’identità profonda legata non solo alla cultura ma anche alle colture e alle peculiarità del territorio – ha detto il sindaco Matteo Emanuele Dettori – per questo il nostro Comune ha aderito a diversi percorsi di valorizzazione del territorio, primo tra tutti “Le perle del Coros” consapevoli che unendo le forze i risultati sono più semplici da raggiungere».
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