La Nuova Sardegna

L'intervista

Claudia Gerini: "Califano era il cuore di Roma, con Verdone alchimia unica"

di Alessandro Pirina
Claudia Gerini: "Califano era il cuore di Roma, con Verdone alchimia unica"

L'attrice arriva a Olbia e Alghero con lo spettacolo dedicato al grande cantautore: "Purtroppo l'Italia dimentica i maestri"

5 MINUTI DI LETTURA





Romana, romanissima. Tanto che qualche anno fa un partito aveva avuto l’idea di candidarla a sindaca della Capitale. Lei aveva anche accarezzato l’idea, poi la storia è andata diversamente e ha continuato a dedicarsi al cinema. Ora, però, è stata chiamata a “raccontare” attraverso musica e parole un simbolo della sua Roma, Franco Califano, e questa volta il sì è arrivato senza tentennamenti. Claudia Gerini sbarca in Sardegna insieme al Solis String Quartet per un doppio appuntamento musicale, “Qualche estate fa. Vita, poesia e musica di Franco Califano”, che domani sarà in scena alle 21.30 a Olbia, in piazza dello Scolastico, all’interno della rassegna “Sul filo del discorso”, e sabato ad Alghero a Lo Quarter, dove chiuderà il cartellone estivo del Cedac della città catalana.

Cosa rappresenta Franco Califano per una romana?

«Sicuramente Franco rappresenta la strada, nel senso più romantico del termine. Lui era un poeta del popolo, era di tutti. Franco rappresenta Roma e i romani nella accezione più passionale. Lui racconta la Roma che ha vissuto, il cuore di Roma».

Come nasce questo progetto musicale?

«Le sue canzoni le ho conosciute da adulta e mi hanno sedotta, raccontano l’amore come solo lui sapeva fare. Quando sono stata contattata dal Solis String Quartet mi hanno detto: “vogliamo un’interprete donna, perché solo una donna può raccontare Franco. Se lo facesse un uomo si farebbero paragoni”. E perché le donne lui le ha volute raccontare, ha dedicato loro brani, ha scritto anche per interpreti donne. Ho accettato di buon grado proprio perché dare questa sfumatura allo spettacolo mi sembrava la cosa più bella».

Ha conosciuto Califano?

«Una sola volta, quattro o cinque anni prima che morisse, per un breve saluto. Eravamo negli studi di Sky, ci siamo incrociati in corridoio. Lui era in smoking, era appena uscito da una trasmissione. Io stavo già con Federico, con cui lui collaborava. Mi viene incontro e mi fa: “ma quanto sei bbbella, ma come ha fatto Zampaglione a prenderti?”. È stato un incontro breve, ma io lo conoscevo già dai racconti di Federico, che mi parlava sempre del Califfo».

Non crede che Califano meriterebbe di essere ricordato di più?

«Ma l’Italia ha la memoria corta, e non solo per Califano. Pensiamo a Tognazzi, Gassman. Purtroppo la nostra non è una nazione che dà risalto ai grandi maestri, tende a dimenticare».

Qualche estate fa. Quali sono i suoi primi ricordi vacanzieri?

«Con la mia famiglia prendevamo un casotto a Ostia. Eravamo una famiglia semplice, non avevamo tanti soldi, ma mi divertito tanto. Passavamo tutta la giornata in spiaggia, a giocare in acqua, a racchettoni. Con altre famiglie raccoglievamo le telline e la serra facevamo gli spaghetti. Si viveva in modo molto semplice».

E in Sardegna?

«La primissima volta a 13 anni, con la mia famiglia facemmo una vacanza a Stintino. Ma della Sardegna ho ricordi bellissimi in varie fasi della mia vita. Ho vissuto sia la Sardegna occidentale - nell’Oristanese ho anche girato un film di Davide Manuli con Vincent Gallo, “La leggenda di Kaspar Hauser” - che quella orientale, vacanze a Porto Cervo, Porto Rotondo. E poi il festival di Tavolara da ragazzina, quello di Carbonia e più recentemente al Forte Village».

A Miss Teen ager venne notata da Gianni Boncompagni e li iniziò tutto. Ha mai pensato come sarebbe andata se Boncompagni quella sera non fosse stato in giuria?

«Io partecipai a quel concorso, dove in giuria c’era anche Maurizio Costanzo, ma credo che nel mio destino ci sarebbe stato comunque lo spettacolo. Nella mia carriera Gianni c’entra poco, sono convinta che avrei fatto la stessa cosa, magari arrivando attraverso strade diverse. Non potevo che fare l’attrice. Forse senza Verdone non sarebbe stato lo stesso. Carlo mi ha dato la patente di attrice comica, mi ha dato la visibilità».

Appunto “Viaggi di nozze”. Come avete costruito il personaggio di Jessica?

«Jessica e Ivano sono un’unica entità. Già in scrittura c’era il meraviglioso binomio di questa coppia. Io avevo solo 22 anni e non sapevo se sarei stata efficace al fianco di un mostro sacro della comicità come Carlo. Io sono cresciuta con i suoi film, sapevo a memoria le battute dei suoi film. Io avevo20 anni in meno, lui era già Carlo Verdone. Già in scrittura c’era una alchimia speciale tra i personaggi e io non ho fatto altro che seguire Carlo».

Come è stato essere diretta da Mel Gibson?

«Mel aveva una ispirazione così forte, la sua sembrava quasi una missione. Io ero al settimo cielo, perché uno dei miei film preferiti era “Braveheart” ed ero consapevole di essere sul set con un regista importante. È stato bello, formativo e anche faticoso. Ricordo che a Cinecittà c’era freddissimo e io ero vestita solo con un peplo».

E recitare con Keanu Reeves?

«Ho fatto il provino con un sefl tape ed è stato un successo. È stato meraviglioso girare a Caracalla, ero la regina di questa grande festa: ero esaltatissima. E poi Keanu, un uomo di grande umiltà. Molto rispettoso del lavoro di tutti».

Dopo “Tapirulàn” tornerà dietro la macchina da presa?

«A quel film ci sono arrivata non perché volessi fare da anni la regista. Il produttore mi fece leggere il soggetto, accettai di interpretarlo e visto che ancora non c’era un regista mi disse: perché non ti autodirigi? Mi è sembrata una chiamata alle armi e ho accettato la sfida. Mi è sembrata una cosa naturale, mi sono sentita al mio posto».

E fra un mese sarà a Venezia nell’ultimo film di Liliana Cavani, “L’ordine del tempo”.

«La carriera di un’attrice ha bisogno di grandi autori, grandi registi come Liliana. Confrontarmi sul set con lei, una delle registe più visionarie di sempre, è stato un passo avanti dal punto di vista formativo. La sua umiltà è stata una lezione di vita. E sono felicissima per il Leone d’oro alla carriera. Era ora».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative