La Nuova Sardegna

Luogosanto

Il viaggio di Francesco Cavestri tra il jazz e l'hip hop

di Fabio Canessa
Il viaggio di Francesco Cavestri tra il jazz e l'hip hop

Appuntamento il 10 agosto: il musicista ospite del Time in jazz presenterà il brano realizzato insieme a Paolo Fresu

2 MINUTI DI LETTURA





Innovazione ed esplorazione, alla ricerca di sonorità inedite, oltre ogni confine. Così intende il jazz Francesco Cavestri, giovane e talentuoso musicista che sarà protagonista a Time in Jazz con un concerto a Luogosanto, al castello di Baldu, giovedì alle 18. Impegnato al pianoforte, tastiere, synth ed effetti, avrà al suo fianco il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta. «L’anno scorso – ricorda – sono stato al festival per lo spazio Time to Children dedicato al racconto, alla divulgazione e alla diffusione della musica jazz tra bambini e ragazzi con una lezione dal titolo “Jazz e hip hop, due generi fratelli”. Il concerto del 10 agosto sarà in qualche modo il proseguimento di quel percorso». Un viaggio fatto di contaminazioni, di unione di mondi lontanissimi soltanto in apparenza. Cavestri, classe 2003, li fa toccare, muovendosi su diverse atmosfere musicali. Il suo album d’esordio, “Early 17”, ne è un chiaro esempio. «Il disco – spiega il pianista originario di Bologna – si chiama così perché è stato ideato quando avevo 17 anni. Contiene nove brani scritti da me, composizioni originali a cui unisco citazioni appartenenti al mondo dell’hip hop. Per esempio nella prima traccia c’è un tributo a J Dilla, uno dei più grandi produttori del genere che va ricordato nasce proprio dalle sonorità ereditate dalla musica jazz. Per il famoso rapper Snoop Dogg grazie a Herbie Hancock, uno dei più grandi pianisti jazz di sempre. Nel concerto faremo così incursioni verso l’hip hop, ma non ci fermeremo lì. Toccheremo anche artisti quali John Coltrane, Radiohead, Ryuichi Sakamoto. Un calderone musicale che ha come parola d’ordine l’unione di generi diversi, tutti mediati attraverso la grande formula del jazz». Cavestri presenterà anche un brano originale che ha realizzato in collaborazione con Paolo Fresu, il padrone di casa del festival che taglia quest’anno il traguardo della 36esima edizione. «Un brano – sottolinea – che per me ha un valore speciale, non solo per averlo registrato con un grande artista come Fresu. Anche per come è stato scritto e composto. C’è un tema iniziale di ispirazione morriconiana, dolce e meditativo, e dopo si apre tutta una sezione più elettronica, a cominciare da una frase di Miles Davis che ho ripreso e campionato. Un beat elettronico su cui poi si sviluppa il suono di Paolo che dialoga con il mio pianoforte. È un brano a cui tengo perché racchiude la mia concezione della musica e del jazz come genere aperto all’evoluzione, alle nuove sonorità, alle nuove forme espressive. È questo è anche il mantra di Paolo, un motivo in più per trovarmi benissimo a collaborare con lui».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative