La Nuova Sardegna

L'intervista

Maria Amelia Monti: «Con lo smartphone faccio tutto, ormai è il mio migliore amico»

di Alessandro Pirina
Maria Amelia Monti: «Con lo smartphone faccio tutto, ormai è il mio migliore amico»

L'attrice è nell'isola con “Il marito invisibile”, spettacolo scritto e diretto da Edoardo Erba

08 novembre 2023
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Terza tournée teatrale in Sardegna in poco più di un anno. Maria Amelia Monti è di nuovo nell’isola con “Il marito invisibile”, lo spettacolo scritto e diretto da Edoardo Erba e portato in scena insieme a Marina Massironi. Uno spettacolo in videocall che, dopo la tappa di ieri a Nuoro, sarà oggi a Macomer, domani a Sassari, sabato e domenica a Cagliari. Tutti targati Cedac.

Maria Amelia, ormai in Sardegna è di casa.
«È un legame soprattutto di lavoro, in vacanza sono venuta poche volte. Ma venire fuori stagione è ancora più bello. Ricordo a Olbia il ristorante Gallura, dove in estate bisognava prenotare tre mesi prima. Noi avevamo la fortuna di andare a mangiare tutti i giorni. C’era questa signora simpaticissima (Rita Denza, la titolare del Gallura, scomparsa nel 2014, ndr) che ci spiegava i piatti: una volta mi aveva insegnato anche a fare l’insalata con la bottarga. Ricordi bellissimi».

Come è dividere il palco con Marina Massironi?
«Con Marina in scena ci divertiamo moltissimo. Veniamo dalla stessa scuola: tanta tv che ti insegna a improvvisare, ma anche tanto teatro che è rigore e disciplina. In questo spettacolo non ci guardiamo mai in faccia, perché sono cinque videochiamate tra due amiche. Tra noi ci deve essere fiducia reciproca, perché se io le chiedo “perché ridi?” lei deve ridere veramente. Ogni sera è un allenamento di fiducia e disciplina giocosa. Il pubblico può vedere sia lo spettacolo live che sullo schermo. E di solito sceglie lo schermo, che di fatto è il significato dello spettacolo».

La tecnologia ha cambiato le sue relazioni?
«Assolutamente sì. Ho due figli che vivono in America e io li vedo quotidianamente. Quando sono andata ad abitare a Roma non avevo la possibilità di vedere i miei genitori - che stavano a Milano - come possiamo fare adesso. È vero il detto che i social avvicinano chi è lontano e allontanano chi è vicino».

Potrebbe fare a meno del suo smartphone?
«No, ormai è il mio migliore amico. Ci faccio di tutto, dai bonifici al controllo del meteo di Los Angeles. Ho anche imparato a fare gli acquisti su Amazon».

Cosa pensa della eccessiva esposizione sui social?
«Se non avessi due figli, soprattutto quello di 23 anni che mi ha obbligato a lavorare su Instagram, forse sarei come Marina che sui social fa molta fatica. Mio figlio mi ha spiegato che una pagina Instagram è come un giornalino di cui ognuno sceglie la linea editoriale: c’è chi posta quello che mangia, chi quello che ha visto, chi le foto in costume da bagno. Io ogni settimana pubblico un siparietto, dal topo in casa alle tasse da pagare, con mio marito che mi fa da spalla con la voce tipo Gialappa’s. Al pubblico piace, la gente mi ferma, faccio anche 2 milioni di visualizzazioni. Sono contenta, anche perché oggi i social non si possono ignorare».

Sono passati più di trent’anni dalla Tv delle ragazze: come è cambiato il ruolo delle donne nello spettacolo?
«Non saprei dire. Sono cresciuta con l’immagine di donne importantissime, da Franca Valeri a Monica Vitti, da Bice Valori ad Ave Ninchi. Certo le donne fanno sempre più fatica degli uomini: anche mia mamma architetto prendeva la metà delle parcelle di mio padre. Ma rispetto al passato si vedono molte più donne. Nel nostro campo tante hanno scelto di darsi alla regia: Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Margherita Buy...».

Lei ci pensa?
«No, io ho in mente di scrivere una serie».

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