La Nuova Sardegna

L’intervista

Stefano Artissunch: «I testi di Carlo Goldoni sono del ‘700, ma lo spirito è contemporaneo»

di Alessandro Pirina
Stefano Artissunch attore e regista algherese
Stefano Artissunch attore e regista algherese

L’attore e regista algherese in tournée nell’isola con lo spettacolo “Smanie per la villeggiatura”

16 gennaio 2024
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Stefano Artissunch torna a casa. L’attore e regista algherese di nuovo protagonista nei teatri dell’isola. Questa volta la messa in scena riguarda “Smanie per la villeggiatura”, celebre commedia di Carlo Goldoni, con cui farà tappa giovedì a Lanusei, venerdì a Carbonia, sabato a Meana Sardo e domenica a Ozieri. Al suo fianco nello spettacolo, che arriva in Sardegna sotto le insegne del Cedac, Stefano Tosoni, Laura Graziosi, Stefano De Bernardin e Lorenzo Artissunch.

Nelle note di regia scrive che questo testo è un meccanismo drammaturgico praticamente perfetto. Perché?

«Perché è circolare, alla fine tutto ritorna. Noi lo abbiamo impostato molto sulla performance degli attori: cinque per 14 personaggi. Un po’ alla Shakespeare. Il classico meccanismo della commedia su cui si basa la cinematografia di oggi. Una performance allegorica, da commedia dell’arte. Abbiamo debuttato durante il Covid e lo stiamo portando in scena da tre anni».

Il teatro è sempre tale e quale e resta vivo. Qual è il motivo secondo lei?

«Il teatro è un’arte e come tutti gli spettacoli dal vivo non morirà mai. Un po’ come i grandi classici, come Carlo Goldoni: hanno sempre qualcosa da dire». Il testo è del Settecento, ma ci sono molti elementi attuali. «Colpisce molto lo spirito di emancipazione delle donne, in particolare di Giacinta, quando dice: voglio innamorarmi di Leonardo, ma voglio essere libera di vivere l’amore come dico io, non lui. Siamo nel Settecento, al giorno d’oggi queste parole risuonano come attualissime. Noi entriamo in scena in jeans e camicia bianca e piano piano ci mettiamo i classici vestiti del Settecento. Questo per dimostrare lo spirito contemporaneo».

Non è la prima volta che incrocia Goldoni.

«Avevo già fatto gli “Innamorati” con Isa Barzizza - la grande Isa, ero andato anche a trovarla a Palau - e Selvaggia Quattrini. In questo spettacolo siamo la stessa compagnia, ci siamo ritrovati e abbiamo ritrovato anche quel successo. Il pubblico si diverte. Abbiamo deciso di spingere sul discorso femminile, anche su suggerimento della nostra produttrice, Danila Celani. È un tema importante al giorno d’oggi e il classico ti aiuta a raccontarlo».

Nel cast c’è anche suo figlio Lorenzo.

«Lui ha sempre vissuto il teatro, lo ho sempre portato con me da quando era bambino e quando ha paventato l’idea di fare l’attore non mi sono stupito. Noi siamo una famiglia di teatranti, mia moglie è la produttrice. Io tengo molto a fare un discorso capocomimcale: della famiglia fanno parte anche i tecnici. Certo, Lorenzo lo “cazzio”, gli sto addosso, ma sicuramente è più fortunato di quanto lo fossi io alla sua età, che non sapevo dove sbattermi la testa in Sardegna».

Progetti per il 2024?

«Presto partirò in tournée con Gaia De Laurentiis - per me anche lei è famiglia - su un testo di Dario Fo e Franca Rame. E in estate ho un progetto con Rosita Celentano su un testo che lei mi ha proposto e che è piaciuto molto al padre Adriano Celentano».

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