“Un ragazzo una ragazza”, il tormentone di The Kolors
La band è diventata popolarissima grazie al brano estivo “Italodisco”. «Siamo orgogliosi che il nostro sound venga riconosciuto»
Dal “Festivalbar con la cassa dritta” al palco dell’Ariston con l’amore «che non si può cantare in una strofa da otto». Con i The Kolors, in gara alla 74ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “Un ragazzo una ragazza” è subito tormentone con un sound riconoscibile che porta il marchio ufficiale della band.
«Abbiamo letto un po' di recensioni sul primo ascolto del brano e siamo felicissimi soprattutto perché si parla di “suono the Kolors”. Avere una propria identità sonora è quello che abbiamo sempre sognato e sapere che oggi quello che gira sugli articoli è il “suono The Kolors” ci fa sentire ok al 100 per cento» commenta Stash, frontman della band che dopo 6 anni torna sul palco dell’Ariston con un brano che porta con sé i suoni elettronici, il groove funky e la cassa in quattro dei quali The Kolors hanno già fatto un marchio di fabbrica. Il brano, arrivato sul tavolo di Amadeus già l’anno scorso, è la fotografia di un primo incontro in cui ciascuna delle due parti deve trovare il coraggio di fare il primo passo, senza il supporto del digitale e dei social. La prima versione del brano, ovvero quella dell’anno scorso, «era in una fase embrionale – racconta Stash – ma quella di oggi è completamente diversa» e più in linea con l’evoluzione della band. Era, quindi, giusta l’intuizione di Amadeus di aspettare un anno per presentare il brano: «Ha avuto ragione su tante cose e mi sento di ringraziarlo perché ha abbracciato il nostro progetto con un pezzo che oggi rappresenta la nostra band, in questo momento del nostro percorso e in questa forma. Le cose accadono quando devono accadere e speriamo che il pezzo arrivi a tutti».
La band è diventata popolarissima grazie al successo - a quanto dicono loro stessi - imprevisto del brano estivo “Italodisco”. «Nonostante questo, però, con il pezzo sanremese 'non volevamo ripetere Italodisco. Non consideravamo giusto il non far percepire la alette di suoni che la band in questo momento è in grado di proporre. Si deve sentire che in questo momento siamo questo e il nostro obiettivo è rimanere una band funk. Consideriamo Sanremo, soprattutto in questi anni, la vera Champions League del pop – afferma Stash –. Nel pop c’è chi ammette di voler fare Sanremo e c’è chi mente, proprio perché il Festival è l’albo d’oro della musica che richiama un pubblico ampio».
Quanto alla performance sul palco, la band promette grandi sorprese «abbiamo pensato che sarebbe bello sentire un’orchestra a Sanremo che suona le linee disco, e nella prova a Roma abbiamo toccato con mano questa cosa. È stata una cosa incredibile che ha allargato ancora di più l'orizzonte della sonorità del brano». Non trapela alcun nome di chi accompagnerà la band nella serata duetti ma una cosa è certa: «Abbiamo la persona che volevamo e siamo felici ». E sulla cover le idee sono chiare: «Facciamo vedere anche un’altra anima ma super coerente con il nostro racconto. Tocchiamo delle opere, dei capolavori che restano ancora oggi contemporanei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
