La Nuova Sardegna

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Speciale olio

Chieddà, la tenuta di Siniscola punta sul Bio e sull’eccellenza

di Sergio Secci
Andrea Loriga fondatore dell'Azienda Chieddà
Andrea Loriga fondatore dell'Azienda Chieddà

Altissima qualità per un consumatore attento ed esigente. È questa la filosofia che guida l’oleificio nato ai piedi del Montalbo. Molitura a freddo controlli severi di laboratorio esami organolettici per ottenere un prodotto selezionato certificato e altamente genuino con caratteristiche nutrizionali inalterate

22 marzo 2024
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Una buona annata. Così viene giudicata la situazione dell’olio in Baronia, dove è sempre crescente l’attenzione che viene dedicata alla cura del prodotto che ha raggiunto picchi di eccellenza. Buono anche il bilancio dell’azienda biologica Chieddà con le olive prodotte nell’olivare di Tanca Altara proprio sotto il massiccio calcareo del Montalbo.

«Avendo il nostro oliveto un’età di 28 anni – spiega Andrea Loriga uno dei soci dell’azienda siniscolese – le piante stanno rispondendo sempre meglio sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Le cultivar prevalenti sono Bosana e Semidana e da qualche anno stiamo commercializzando l’olio con la denominazione Dop Sardegna che nel breve è diventato uno degli oli più apprezzati della nostra azienda. I quantitativi annui ultimamente si stanno attestando su circa 30mila litri l’anno».

Le aziende insomma puntano sempre più sul biologico, resta ora da capire qual è la reazione del mercato. «Noi come azienda abbiamo constatato che c’è una buona risposta del consumatore alla certificazione Bio. Infatti, tutta la nostra produzione ha ora questo attestato per cui il motivo di puntare sul biologico è legato prevalentemente agli sbocchi commerciali. Come frantoio invece pur avendo la possibilità della certificazione Bio per gli olivicoltori della zona, devo purtroppo verificare che non c’è una grande richiesta in tal senso». Questo forse perché magari si preferisce distribuire il prodotto tra parenti, amici e conoscenti, fidandosi del passaparola anche se Bio o meno, il prezzo dell’olio ha raggiunto costi molto alti.

«La motivazione prevalente sull’aumento dei prezzi – spiega ancora Loriga – è legato al costante aumento dei costi aziendali, tra cui incidono parecchio le spese per l’energia elettrica, il costo gasolio agricolo, le materie prime, come bottiglie, tappi ed etichette, che in pochi anni hanno avuto un incremento del 10/15%. Un altro elemento determinante è poi la carenza del prodotto, visto che il maggior produttore di olio Evo è la Spagna che ha registrato però il calo maggiore, probabilmente dovuto ai cambiamenti climatici che hanno determinato nelle ultime due campagne olearie delle riduzioni molto significative e di conseguenza hanno fatto lievitare il costo. Consideriamo infine che anche sottoporre l’azienda alla certificazione Bio ha un costo, la nostra azienda è poi interamente irrigata con microjet e usiamo solo prodotti concessi in agricoltura biologica».

Chieddà è dunque la filosofia dell’azienda, si rivolge con il suo olio Ottidoro Bio a un consumatore attento e raffinato. «La molitura – dice Loriga – avviene a freddo, e l’olio è sottoposto a controllo di laboratorio ed esame organolettico». Si tratta quindi di un prodotto selezionato e certificato, altamente genuino e con tutte le caratteristiche nutrizionali inalterate.

«La conservazione del nostro olio – conclude Andrea Loriga – avviene in contenitori a temperatura controllata e con battente in azoto, il sapiente dosaggio delle varie cultivars presenti producono quindi un olio di eccellente qualità, con un netto profumo di oliva dal gusto equilibrato che ha fatto registrare un incremento nelle vendite sia all’interno dello spaccio aziendale che nelle spedizioni in Italia e all’estero».

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