La Nuova Sardegna

Teatro Massimo

Beppe Grillo a Cagliari “Io sono un altro”: solita comicità, i trascorsi politici relegati sullo sfondo

di Enrico Gaviano
Beppe Grillo a Cagliari “Io sono un altro”: solita comicità, i trascorsi politici relegati sullo sfondo

Il prossimo spettacolo a Sassari

09 aprile 2024
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Cagliari Non c’è il pienone per la prima in Sardegna dello spettacolo di Beppe Grillo “Io sono un altro”. Al Teatro Massimo di Cagliari ci sono alcune, poche, poltrone vuote. Lui non è preoccupato e ironizza. «Non sono stato mai un fan del sold-out, ma del sold-in. E poi si lavora più tranquilli. Nessuna ha mai fatto un attentato in un teatro non completamente pieno…». L’ironia, già. Grillo la usa a piene mani durante l’ora e quaranta del suo monologo e spiega anche che «Non ho mai visto una persona intelligente che non fosse anche ironica». Il comico genovese, ciclista per sua ammissione visto che è così che sono definiti i tifosi della Sampdoria, sembra quasi tornato ai tempi precedenti alla sua discesa nella politica, di cui parla anche durante lo spettacolo, senza soffermarsi più di tanto. Sì un accenno al nuovo governo regionale che si è insediato giusto poche ore dopo la sua performance a Cagliari. «Ora c’è una signora che ha messo Conte, i primi problemi sono quelli dell’assessorato alla sanità e all’ urbanistica». Un altro passaggio in campo nazionale dove al vertice c’è una triade, definita in maniera sferzante. Poi l’attacco anche Calenda e Renzi. Del Movimento difende a spada tratta il reddito di cittadinanza. «Con l’evoluzione tecnologica tanti altri perderanno il lavoro, il reddito serve, altrimenti ci sarà la rivoluzione dei poveri».

È satira, quella che ha sempre usato, ma il mondo della politica in cui è stato uno dei protagonisti assoluti, lo guarda in maniera quasi distaccata. «Il Movimento Cinquestelle? L’ho fondato perché non riuscivo a dormire, altrimenti col ca… che l’avrei fatto». Ma, come succedeva nei suoi spettacoli in tv e poi nei teatri sono gli argomenti legati alla salvaguardia ambientale, all’energia, e poi ancora la scienza e la religione, Dio, la medicina, in un caleidoscopio di affermazioni che inducono lo spettatore a pensare. Grillo passa da un argomento all’altro tenendo alto il ritmo, senza mai mollare, usando qualche battuta da vecchio mestierante che tiene sempre alta l’attenzione e il divertimento. E allora ecco che parlando di Bezos, fondatore di Amazon, dice che ha ricevuto da poco una sua telefonata: «siamo preoccupati , sua moglie non sta facendo acquisti da tre giorni». O, a proposito del dettato della chiesa: non disperdere il seme, mette in guardia il pubblico: «Attenti, perché con la masturbazione potreste essere accusati di abbandono di minore». Il pubblico ride e lui va avanti, c’è un canovaccio ma si recita molto a soggetto anche in base alle reazioni della platea, catturata dal vecchio istrione che non ha perso lo smalto dei giorni migliori.

Lascia il palcoscenico minimalista in cui compare appena una bottiglia di plastica appesa a un filo, che gli serve a bere ogni tanto, dicendo: «Potrei andare avanti per ore, ma il meglio me lo conservo per Sassari». Domani infatti lo spettacolo approderà al Cinema Verdi del capoluogo, con inizio ore 20. Grillo è pronto per un’altra invasione di campo, a scendere fra il pubblico e a sollecitarlo e prenderlo in giro. Entra in scena con una maschera a specchio dove si riflette l’immagine di chi è davanti a lui. «Perché siete voi che fate la politica». Invitando a una vera e propria autocoscienza. Per quanto riguarda lui dice, come recita il titolo del suo show, di essere un altro, inseguendo e citando apertamente da subito Vitangelo Moscarda, protagonista del romanzo di Pirandello “Uno, nessuno e centomila”, e i suoi tormenti. In realtà Grillo è sempre lo stesso. Un animale da palco capace di far divertire e di far riflettere.

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