Il canto di Luigi Natale alla Dea madre
Il poeta nato a Orotelli esce con la nuova raccolta di liriche “Neve vento sassi”
La pietra viva, al di là del mare. Una barca al largo. La primavera che raccoglie la luce di fiori e foglie. I rami degli ulivi, un pezzo di terra inesplorata. Il giallo dei girasoli, ma anche il rumore del ferro battuto. La vecchia casa, le crepe del muro. La pioggia. E ancora: terra, altre pietre, corbezzoli, ginepri, sole, tramonto, colline. Leggerle una dopo l’altra, queste nuove poesie di Luigi Natale, è come immergersi in un meraviglioso mondo sommerso mai perduto nonostante la frenesia dei tempi, nonostante la corsa sconsiderata e balorda di tutti i giorni. Leggere le poesie raccolte in “Neve vento sassi” significa fermarsi, prendere fiato, respirare a pieni polmoni. Ricominciare dalle origini, rimettersi in discussione. È come rinascere, tornare nel sacco amniotico per ammirare e vivere in pieno tutti di doni di madre natura, ogni singolo elemento che la Grande dea o Dea madre ha regalato all’essere umano. Che poi sia sarda, mediterranea o altro ancora, poco importa: è Mater natura, questo importa.
Certo, nel caso di Luigi Natale l’isola dei sardi ha la sua imponderabile ascendenza, inevitabile che il mare attorno alla terra non lasci il segno. Per giunta Natale è sardo dell’interno, barbaricino di Orotelli, anche se ha visto e navigato il mondo. Ormai da anni è di casa a Pordenone. E a PordenoneLegge presenterà questa sua nuova fatica, il prossimo 19 settembre, “Neve vento sassi”, appunto. Classe 1957, una lunga carriera da calciatore professionista alle spalle, terzino di spinta, talento e serietà, Luigi Natale ha indossato la maglia della Nuorese, del Cagliari e della Nazionale. Ha giocato ai massimi livelli. Quando poi ha lasciato il pallone, ha preso la parola e ha cominciato a lavorarla, a limarla, a girarla e rigirarla. Ha pubblicato cinque libri di poesia: “Ospite del tempo” (1998); “Il telaio dell’ombra” (2001, con prologo di Mario Luzi); “Orizzonti sottili” (2005); “L’orlo del mondo” (2012); “Il mare che aspetta” (2018). Nel 2014 è uscito “La terra del miele”, racconti di “Sardegna ed altri mari”.
Riservato e schivo, per nulla propenso ai clamori della ribalta, selezionato e consacrato dal prestigioso bimestrale internazionale “Poesia”, la rivista di Nicola Crocetti, Luigi Natale esce ora con questa nuova raccolta, “Neve vento sassi”, appena pubblicata da Molesini editore di Venezia (collana: BiancaBlu) con una introduzione a firma dell’italianista Fabio Finotti. Cinquanta poesie... «una lunga distesa di licheni / un raggio di sole obliquo / davanti ai nostri passi».
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