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La Sardegna e l’arte del bisso su Rai 1 al “Paradiso delle signore”

di Paolo Ardovino
La Sardegna e l’arte del bisso su Rai 1 al “Paradiso delle signore”

Nelle prossime puntate le sarte impegnate a realizzare abiti per la Costa Smeralda dell’Aga Khan

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Chi ogni pomeriggio accende la televisione su Rai uno, non ha bisogno di troppe spiegazioni. Sa già tutto. Per tutti gli altri potrebbe essere una piacevole scoperta. In questi giorni nella soap opera “Il paradiso delle signore” si parla tanto di Sardegna. Le puntate che raccontano le vicende della boutique omonima — il rimando a Émile Zola è immediato ma il riferimento è al negozio milanese del dopoguerra che è realmente esistito — puntano i fari sulla Costa Smeralda. E sull’Aga Khan, che pare abbia deciso di affidare l’allestimento nei negozi di Porto Cervo e degli hotel più lussuosi alla sartoria che si dimostra la migliore in circolazione. Ed ecco che le sarte della serie tv hanno il colpo di genio: disegnare e realizzare abiti utilizzando ricami con il bisso.

La «seta di mare» che si ricava dalla pinna nobilis. Così è partita la sfida tra “Il paradiso delle signore” e la fabbrica sartoriale concorrente, la “Galleria Milano moda”. Siamo nell’ottobre 1966, si lavora alla stagione primavera-estate’67. Nei prossimi giorni, sullo schermo, andrà in onda la puntata con la grande sfilata decisiva per convincere i grandi della Costa Smeralda.

Ecco, questo è a grandi linee lo scenario entro cui si muove la trama recente della serie Rai. A parlarne è Giorgia Mariani, story editor per “Il paradiso delle signore”, giunta alla nona stagione. Succede che la scrittura, e così anche la scrittura scenica, è anche frutto di trascorsi personali. «E io sono molto legata alla Sardegna, la frequento da sempre. Ci piace inserire nella storia personaggi davvero esistiti, e in quegli anni un imprenditore come Aga Khan rappresentava una figura affascinante — spiega l’autrice —. Da qui è nata l’idea di un bando per le vetrine delle boutique della Costa Smeralda». E da qui nasce l’idea di raccontare sul piccolo schermo abiti pensati con il bisso, dalla penna dell’headwriter Paolo Girelli e gli story editor Dante Palladino, Christian Bisceglia, Alessandra Di Pietro, Simone Riccardini e ovviamente Giorgia Mariani. «Conosco molto più il nord dell’isola — racconta lei — ma nel 2021 ho avuto la fortuna di frequentare un corso con Chiara Vigo, a Sant’Antioco. Lei è un’istituzione del bisso, ho un ricordo bellissimo, ci illustrò il ricamo con un rito che definirei sciamanico. È la più grande esperta e conoscitrice». Chissà se Vigo ha seguito queste ultime puntate della serie. «Già. Purtroppo non abbiamo avuto modo di contattarla ma, anche se nel corso della trama non ci si sofferma su troppi dettagli, abbiamo fatto una ricerca basandoci su tutte le info del sito ufficiale di Chiara Vigo. Ci siamo attenuti a quel che c’è scritto, tranne qualche piccola forzatura sui tempi di realizzazione del vestito con i ricami in bisso», ma è questione di compromessi per rientrare nel ritmo della trama. «Nel’66 non c’erano i divieti di raccolta dei bivalvi, adesso è una fibra ancora più rara e da tutelare», aggiunge Mariani.

”Il paradiso delle signore” esiste nei palinsesti Rai ormai da dieci anni, prima come appuntamento settimanale serale, ora ogni giorno dal lunedì al venerdì di pomeriggio. Tra i protagonisti del passato anche l’attrice sarda Enrica Pintore, originaria di Ottana.

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