La Nuova Sardegna

Sul grande schermo

Bonifacio Angius al Festival del Cinema di Venezia presenta “Confiteor”: una confessione tra dramma e ironia

di Fabio Canessa
Bonifacio Angius al Festival del Cinema di Venezia presenta “Confiteor”: una confessione tra dramma e ironia

La prima uscita ufficiale del nuovo film del regista sassarese. Nel cast Giuliana De Sio, Edoardo Pesce, Simonetta Columbu e Geppi Cucciari

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Il titolo richiama un brano di Piero Ciampi e lascia intuire che dietro ci sia una forte componente autobiografica. “Confiteor”, in latino confesso, è il quarto lungometraggio di Bonifacio Angius (dopo “Perfidia”, “Ovunque proteggimi”, “I giganti”) e lui stesso non esita a definirlo il suo lavoro più personale.

«Nasce da ricordi, da situazioni vissute, elaborate, immaginate» sottolinea il regista e sceneggiatore sassarese, anche attore principale del film, arrivato alla Mostra di Venezia con parte del cast per l’anteprima alle Giornate degli Autori, per la precisione all’interno delle Notti Veneziane. “Confiteor - Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione”, per ricordare il titolo nella sua interezza, si può definire in estrema sintesi come un racconto familiare con al centro un regista in difficoltà impegnato nella realizzazione di un film sulla sua vita. Una storia che si è evoluta nel corso di una gestazione particolarmente travagliata.

«Avrei dovuto girarlo – evidenzia l’autore – prima di fare “I giganti”, ma in tutti i passaggi qualcosa andava sempre storto. A parte la pandemia c’è stato un cambio di produttore che ha bloccato il progetto, tanto che per lo sconforto avevo quasi deciso di rinunciare. Alla fine ho ripreso in mano la sceneggiatura e l’ho riscritta con un approccio diverso: inizialmente doveva essere un film molto arrabbiato, così invece è più sul perdono, la comprensione, la nostalgia. Anche se sotto c’è molto dolore è in qualche modo il mio film più leggero, una commedia che sfora nel dramma e viceversa». Le riprese sono state realizzate soprattutto a Sassari, mettendo in piedi anche un teatro di posa. «Era un mio sogno – sottolinea Angius – e secondo me girare in teatro di posa ti fa capire qual è la vera essenza del fare il regista e di scrivere con la luce, costruendo tutto da zero, decidendo spazi e distanze».

Ad affiancare Bonifacio Angius come co-protagonista c’è il figlio Antonio, già presente in “Ovunque proteggimi” girato quando aveva solo cinque anni. «Per questo film è stato molto diverso, ho vissuto il set in maniera più consapevole, imparando molto» racconta il giovanissimo interprete che ha accompagnato il padre a Venezia insieme agli altri nomi principali del cast. A cominciare da Simonetta Columbu che ha un ruolo di primo piano, arricchito con un’aggiunta di riprese realizzate in un secondo momento rispetto al resto. «Al di là dell’aspetto della recitazione – ricorda l’attrice – è stata prima di tutto un’esperienza umana straordinaria lavorare a questo film». Nel cast anche Geppi Cucciari, non presente però nell’occasione a Lido, e due volti conosciuti del cinema italiano come Edoardo Pesce e Giuliana De Sio.

La partecipazione dell’attore romano nasce da un’amicizia cominciata con un messaggio su Instagram: «Dopo aver visto “I giganti” gli ho scritto, poi sono andato a trovarlo a Sassari e siamo diventati amici. Quando mi ha proposto il ruolo ho accettato subito, anche se non è una parte grande. È un autore geniale, spero di collaborare ancora lui». Lo stesso vale per Giuliana De Sio che Angius ha voluto fortemente nel suo film: «So che nel suo percorso autoriale ha come fari Elio Petri e Massimo Troisi, con i quali ho avuto un legame profondissimo e anche per questo ha pensato a me. Personalmente sono molto contenta di aver preso parte al progetto e non importa se diverse scene girate insieme non sono entrate nel montaggio finale. Lavorare con Bonifacio è come mettersi nelle mani di uno sciamano, mi ha spinta in alcuni momenti a una sorta di stordimento dal quale sono nate delle intense battute frutto d’improvvisazione. Ha detto che adesso mi vuole come protagonista per il suo prossimo film, spero si possa fare presto». Intanto c’è da accompagnare “Confiteor - Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione” nel suo viaggio tra il pubblico che, dopo Venezia, partirà il 25 settembre con l’uscita nelle sale. 

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