Boghes & Cordas 2025 porta la Sardegna al centro della world music
Dal 16 novembre al 7 dicembre il festival diretto da Raoul Moretti e Beppe Dettori unisce tradizione sarda e suoni dal mondo, tra arpe, voci e grandi ospiti internazionali
Sassari Dopo l’ottimo riscontro della prima edizione, torna Boghes & Cordas, il festival che fonde in modo inedito e affascinante le voci e le corde – le boghes e le cordas – in un intreccio di suoni che attraversano il tempo, le tradizioni e le culture. Dal 16 novembre al 7 dicembre 2025, la Sardegna si trasforma in un grande palcoscenico diffuso, dove si incontrano artisti internazionali, musicisti locali, maestri della polifonia e innovatori della scena world, folk e contemporanea.
Il festival, sotto la direzione artistica di Raoul Moretti e Beppe Dettori, si propone come un viaggio sonoro che parte dalla Sardegna e si apre al mondo, unendo sonorità arcaiche e sperimentazioni moderne, in un dialogo costante tra oralità e strumenti, tra intimità e spettacolo.
Anche quest’anno al festival è abbinato un premio speciale che nella prima edizione del 2024 la direzione artistica ha consegnato al grande Peter Gabriel. Per questa seconda edizione ci sarà una doppia assegnazione, all’autore svizzero Andreas Vollenweider e ad Alan Stivell. Il Premio è realizzato dall'artista Roberto Ziranu.
Il programma si apre il 16 novembre a Cagliari, con una speciale anteprima ospitata negli spazi del T-Hotel alle ore 19:00. Protagonisti i direttori artistici stessi, Beppe Dettori e Raoul Moretti, con una performance che riassume l’anima del festival: voce e arpa elettrica che si inseguono in un dialogo ricco di emozioni, tradizioni sarde e aperture contemporanee. Beppe Dettori e Raoul Moretti collaborano da oltre 10 anni, prima in altri progetti che variano dal repertorio pop cantautorale a quello folk legato alle radici sarde del cantante, fino poi ad arrivare negli ultimi anni a creare un duo caratterizzato da un sound assolutamente originale, basato su voce, chitarra, arpa elettrica con live electronics, con il quale sperimentano nell’ambito della world music, portando molte contaminazioni, dal folk alla canzone d’autore, dal progressive alla musica elettronica, con l’utilizzo di varie lingue, soprattutto lingue minoritarie, in prevalenza dalla Sardegna, Terra di partenza del duo. La vocalità come strumento e l’uso di tecniche non convenzionali per l’arpa arricchiscono il caleidoscopio di colori del duo.
A seguire, dal 21 novembre, un intenso fine settimana che porterà il pubblico alla scoperta di D-saFE, progetto formato nel 2004 da Marco Pancaldi (chitarra) e Lorenzo Pierobon (voce), artisti monzesi con un variegato curriculum caratterizzato da esperienze musicali ai confini dei generi tradizionali. «Ci definiamo un non-gruppo che suona non-musica per non-ascoltatori. Non abbiamo una scaletta dei brani, né siamo legati alle consuete sezioni ritmiche o armoniche. Il concerto è l’evocazione di un paesaggio musicale mutevole che sfugge alle regole più ovvie: il pubblico che ci incontra per la prima volta è spesso affascinato quanto sorpreso». Molte e facilmente citabili le influenze: musica etnica, canti sacri, colonne sonore elettroniche, rock progressivo integrati in una tessitura ambient originale, dove la voce amplificata e trattata elettronicamente si intreccia con la chitarra elettrica reinterpretata nello spazio, nel timbro e nel fraseggio. Dopo di loro, alla scoperta delle voci della Mongolia, si esibiranno, sempre in duo, Nasanjargal Ganbold e Johanni Curtet. La loro proposta musicale si radica nella tradizione del khöömii, il canto di gola tipico dell’Asia centrale, in grado di riprodurre armonici multipli e di imitare i suoni della natura. Ganbold, virtuoso strumentista, e Curtet, etnomusicologo e musicista, guidano il pubblico in un viaggio nelle steppe mongole, dove l’uomo e il paesaggio si fondono attraverso suoni, lodi spirituali e melodie antiche. L’appuntamento è per il 21 al Teatro Civico di Sassari (ore 21:00), mentre il 23 novembre il concerto si sposta nella suggestiva Casa Saddi a Pirri (ore 19:30).
Il 22 novembre a Sassari, alle ore 17:00 presso la Fondazione di Sardegna, si terrà un importante momento di confronto culturale con l’incontro “Armonie Arcaiche e Contemporanee: il canto polivocale tra tradizione e ricerca”. A dialogare saranno alcune tra le voci più rappresentative del panorama vocale sardo e internazionale, tra cui il leggendario Tenore di Bitti “Remunnu ‘e Locu”, il Coro Gabriel di Tempio, il cantante Emanuele Bazzoni, lo specialista di canto armonico Lorenzo Pierobon e lo stesso Ganbold. Il tutto sarà coordinato da Bruno Lombardi, studioso e appassionato di vocalità arcaiche.
Il Tenore di Bitti “Remunnu ‘e Locu” rappresenta una delle massime espressioni del canto a tenore, patrimonio immateriale dell’umanità secondo l’UNESCO. Conosciuti a livello mondiale, vantano collaborazioni con icone della musica come Frank Zappa e Ornette Coleman. Non meno importante il Coro Gabriel, che da decenni valorizza il repertorio canoro gallurese “a tasgia”, un sistema polifonico privo di partiture, in cui l’armonia nasce dall’intuizione collettiva dei cantori. Emanuele Bazzoni, invece, si fa portavoce della tradizione del canto a kiterra, forma monodica antichissima, derivata dal falso bordone e influenzata da stilemi iberici. Una giornata di studio, canto e ascolto che metterà in luce le connessioni tra le vocalità del mondo.
Il festival prosegue con una trilogia di concerti che vedono protagonisti due raffinati interpreti: l’arpista Vincenzo Zitello e il violinista Fulvio Renzi. Tre le date in calendario: 27 novembre a Macomer (Centro Servizi Culturali, ore 19:30 con ingresso libero fino a esaurimento posti), 28 novembre a Iglesias (Teatro Electra, ore 19:30 con ingresso libero fino a esaurimento posti) e 30 novembre a Sassari (Teatro Civico, ore 19:00). Zitello, considerato il pioniere dell’arpa celtica in Italia, presenterà i brani del suo ultimo album “GRAAL”, ispirato alla saga arturiana e intriso di riferimenti spirituali e simbolici. Al suo fianco, il suono evocativo del violino di Renzi, che arricchisce il concerto di sfumature sonore e atmosfere immaginifiche. Insieme costruiranno un racconto musicale che abbraccia il sacro e il profano, il Nord e il Sud, la tradizione e l’innovazione.
Appuntamento di grande fascino è quello del 29 novembre a Cagliari nel Santuario di Nostra Signora di Bonaria, inizio ore 20:00, che vedrà i Tenore Populu Sardu di Oliena e l’arpista Vincenzo Zitello insieme a Fulvio Renzi. Il concerto sostituisce l’esibizione prevista di Alan Stivell che per motivi personali non potrà essere presente.
Il “Tenore Populu Sardu”di Oliena (NU) nasce ufficialmente nel 2015 dalle ceneri del fu “Tenore Ulianesu” che si formò nel 1992 da un gruppo di appassionati giovani che hanno proseguito sulla linea modale del canto di Oliena percorrendo tutti i gradini della scuola/formazione tradizionale e artistica sino ad arrivare alla notorietà, arrivata con la spettacolarizzazione e quindi alla competitività artistico/musicale. Tra il 2005 e il 2006, il gruppo è stato tra gli attori principali che hanno collaborato alla stesura del progetto che ha portato il Canto a Tenore alla ribalta internazionale grazie al prestigioso riconoscimento “Chefs-d’oeuvre du Patrimoine Oral et Immateriel de l’Humanitè” da parte dell’Unesco!
Vincenzo Zitello, pioniere dell’arpa celtica in Italia e figura di riferimento a livello internazionale, presenta in questo concerto una selezione di composizioni originali tratte dal suo quattordicesimo album GRAAL, ispirato alla saga arturiana e ai paesaggi spirituali della Bretagna. Il concerto si articola come un racconto evocativo, un flusso continuo senza interruzioni che attraversa paesaggi interiori e ancestrali, portando lo spettatore in una dimensione sospesa tra poesia, simbolismo e virtuosismo strumentale. Zitello suona alternando due strumenti della tradizione gaelica: l’arpa Celtica e l’arpa Bardica (Clarsach), a corde metalliche, restituendo una tavolozza timbrica unica e affascinante. In dialogo con lui, il violinista e compositore Fulvio Renzi, la cui sonorità espande i confini classici dello strumento e si fonde con le arpe in un contrappunto ricco di sfumature e suggestioni.
Il 5 e 6 dicembre spazio alla voce femminile di Rachele Andrioli, in concerto il 5 dicembre a Sassari (ore 20:30, Il Vecchio Mulino) e il 6 dicembre a Pirri (ore 19:30, Casa Saddi). Cantautrice e polistrumentista, Rachele è oggi tra le artiste più originali della scena mediterranea. Con il suo album “Leuca”, premiato con il prestigioso Premio Città di Loano, ha saputo rinnovare il repertorio popolare pugliese, fondendo sonorità ancestrali e loop elettronici, tamburi e armonie vocali, in una performance solitaria che emoziona e coinvolge. Rachele è anche ideatrice del progetto sociale “Coro a Coro”, un laboratorio polifonico rivolto a donne di ogni età e provenienza, dove la musica diventa veicolo di relazione e consapevolezza.
Gran finale con il chitarrista britannico Jon Gomm, protagonista di due imperdibili date: 6 dicembre a Sassari (Il Vecchio Mulino, ore 20:30) e 7 dicembre a Cagliari (BFlat, ore 21:00). Artista unico nel panorama mondiale, Jon Gomm incanta per il suo stile chitarristico inimitabile: fingerstyle percussivo, tapping e melodie struggenti si fondono in un linguaggio che è al tempo stesso virtuosismo e intimità. Votato “Miglior Chitarrista Acustico del Mondo” nel 2020 da MusicRadar/Guitar World, ha all’attivo quattro album, collaborazioni internazionali e una chitarra signature creata da Ibanez. La sua canzone “Passionflower” è considerata tra le più belle della storia della chitarra acustica, accanto a classici come “Blackbird” dei Beatles.
Con il suo programma ricco e variegato, Boghes & Cordas 2025 si conferma un festival che va oltre il semplice cartellone di concerti. È un luogo di incontro, di confronto, di ascolto profondo. Un laboratorio culturale che mette in dialogo le radici della Sardegna con i suoni del mondo, proponendo un’esperienza immersiva dove le “boghes” e le “cordas” diventano linguaggi universali, capaci di raccontare il passato e immaginare il futuro.
Il Festival Boghes & Cordas è organizzato dall’Associazione Culturale Sa Perbeke, è finanziato dalla Regione Autonoma Sardegna ed è realizzato con il sostegno dalla Fondazione di Sardegna e di Grimaldi Lines e il patrocinio dei Comuni di Sassari e Iglesias. Media partner Telesardegna.
