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Buon Gusto – Speciale All you can eat

Il giro pizza speciale di Triku: a Olbia gusti e preparazioni gourmet

di Carolina Bastiani
Il giro pizza speciale di Triku: a Olbia gusti e preparazioni gourmet

Il segreto: farine ricercate, lievito madre, lunga lievitazione di almeno 32 ore e condimenti particolari

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Non è il solito all you can eat senza limiti, ma un momento di condivisione e assaggio di un prodotto di alta qualità, fatto di farine antiche, lunga lievitazione e materie prime locali selezionatissime e particolari. Alla base dell’esperienza offerta da Triku, nel cuore di Olbia dal 2013, al civico 34 di via Fausto Noce, c’è la pizza gourmet. Un impasto buono e digeribile, gusti nuovi al passo con i tempi e abbinamenti fuori dagli schemi, nel rispetto della stagionalità, rendono il giropizza del ristorante-pizzeria a due passi da San Simplicio capace di stuzzicare la curiosità e appagare anche i palati più esigenti. Per gli irriducibili della tradizione, poi, non mancano i gusti più consueti, protagonisti anche del giropizza classico del Triku Beach, il locale che stagionalmente apre a Cala Sassari tra Olbia e Golfo Aranci. E alla passione per la pizza, da Triku si aggiunge quella per i grandi protagonisti della musica locale e del passato, che prestano il loro nome agli sfornati. Tra muri di pietra e dettagli colorati, l’atmosfera è accogliente in un’apparecchiatura essenziale ma elegante.

Le protagoniste, però, sono loro: le spighe di grano. Perché da Triku, che propone anche primi, secondi e dessert, la vera regina della cucina è la pizza, preparata con una combinazione di farine antiche e pregiate, dove risiede l’identità del locale. Tra loro, quella di tricu cossu, il grano tenero gallurese di origine settecentesca. Oltre alle farine contribuiscono al successo del prodotto anche l’uso del lievito madre, la lunga lievitazione di almeno 32 ore e l’accostamento inconsueto di condimenti ricercati.

«Abbiamo iniziato subito con un giropizza particolare – spiega la titolare Loredana Petretto, uno dei soci del locale e grande appassionata di pizza – dove usavamo ingredienti che non erano stati mai visti sulla pizza». Petretto pensa alla zucca, ora molto comune, ma anche al finocchio e al cavolo, che nelle loro ricette vengono accostati a carne o pesce. In menù, per esempio, ora c’è la Frank Zappa, dove la crema di zucca viene abbinata a quella di pecorino e alla mortadella di pecora. E piano piano cresceva la proposta di ingredienti più sofisticati e di nicchia. Così insoliti che spesso il cliente diffidava. Da lì, l’idea del giropizza.

«Si va sempre sul sicuro con la pizza, perché non si vuole sbagliare e si finisce per mangiare sempre la stessa – spiega Petretto –. Facendo il giropizza gourmet, quindi servendo la pizza a centro tavola tagliata a spicchi, abbiamo abituato il cliente ad assaggiare altri gusti, a sperimentare e a cambiare idea sulle scelte future». Una, fumante e fragrante, è pronta per essere portata a tavola. A tirarla fuori dal forno a legna è Mattia Atzeni, pizzaiolo di grande esperienza. Si tratta di una De Andrè. Bianca con mozzarella, si inforna con patate e pancetta e fuori cottura si aggiungono pomodori e crema di burrata. Tutti prodotti del territorio. Tra le altre proposte, la Jimi Hendrix, condita con mozzarella, datterino, rucola, prosciutto crudo di Arzana e il Granglona di Nulvi, un formaggio fatto con il latte di pecora. E ancora, la Jolly Roger, tributo a una band di Olbia, insaporita con i prodotti del mare, come la seppia, i gamberi, il polpo e le cozze del golfo. Si può accedere a una selezione di pizze gourmet con 20 euro a testa.

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