Pochi biglietti venduti, annullato lo spettacolo “Immensamente Giulia”: lo sfogo di Francesco Sarcina su Instagram
La delusione del cantante delle Vibrazioni: «Cancellato un anno di lavoro di venti persone»
Milano È uno sfogo pubblico affidato ai social quello con cui Francesco Sarcina, frontman delle Vibrazioni, ha annunciato l’annullamento dello spettacolo teatrale Immensamente Giulia, previsto a Milano dal 14 al 22 marzo 2026.
Con un videomessaggio pubblicato su Instagram, l’artista ha spiegato che la produzione ha deciso di fermare il progetto 20 giorni dopo la conferenza stampa, senza aver avviato alcuna promozione, a causa del riscontro negativo nella vendita dei biglietti.
Nel video Sarcina non nasconde l’amarezza e la rabbia per una decisione che, a suo dire, ha cancellato in pochi giorni il lavoro portato avanti per un anno. «Sono bastati questi giorni per uccidere il lavoro di venti persone», afferma, riferendosi a maestranze, attori, scenografi, costumisti e coreografi coinvolti nel progetto. Un appello diretto alla produzione affinché «si responsabilizzi» e onori gli impegni presi, garantendo il compenso a chi ha lavorato allo spettacolo.
Lo sfogo è anche profondamente personale. Immensamente Giulia era infatti dedicato a Giulia, scomparsa prematuramente circa due anni fa a causa di una grave malattia. Sarcina ricorda nel video di aver raccontato più volte, con «amore e passione», il senso di questo lavoro, nato anche con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani donne sul tema della prevenzione, attraverso il coinvolgimento di realtà ospedaliere.
«A me resta il dispiacere di non poter fare questo spettacolo meraviglioso», conclude l’artista, sottolineando la delusione per un progetto in cui erano state investite energie, tempo e aspettative.
Immensamente Giulia era concepita come un’opera rock, ambientata nella Milano di fine anni Novanta, e raccontava le vicende di giovani e persone comuni in cerca della propria identità. Giulia, protagonista di una profonda metamorfosi, e Francesco, alle prese con i propri demoni, erano al centro di un racconto costruito attraverso musica e relazioni.
Lo spettacolo portava la firma di Francesco Sarcina per musiche e testi, con drammaturgia condivisa con Lisa Nava, che curava anche la regia. Le coreografie erano affidate a Carlotta Bruni, la scenografia ad Andrea Colombo.
