La Nuova Sardegna

L’anniversario

Conan celebra i suoi primi 45 anni, il ragazzo del futuro ritorna in sala

di Fabio Canessa
Conan celebra i suoi primi 45 anni, il ragazzo del futuro ritorna in sala

Il 9, 10 e 11 febbraio torna al cinema il primo lavoro firmato Hayao Miyazaki

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Iniziata alla fine degli anni Settanta, l’invasione delle serie animate giapponesi in Italia raggiunge l’apice nel 1981. Tra la marea di titoli che in quei mesi debuttano in televisione ce n’è uno in particolare, con una trama orizzontale perfetta e senza puntate riempitive come quasi tutti gli altri, destinato a diventare una pietra miliare dell’animazione: “Conan, il ragazzo del futuro” di Hayao Miyazaki che Dynit e Adler Entertainment, per celebrare i 45 anni della prima messa in onda italiana, portano nelle sale con un evento speciale il 9, 10 e 11 febbraio. Al cinema è prevista la proiezione di un montaggio degli ultimi emozionanti episodi dei 26 che compongono la serie, recuperabile per intero in home video e sulla piattaforma Prime Video.

Con la forza che solo i grandi classici dimostrano di avere, “Conan, il ragazzo del futuro” non ha perso minimamente il fascino capace di ammaliare bambini e ragazzi di allora e delle generazioni più giovani che lo hanno scoperto in seguito. Anzi ne ha guadagnato sempre più con il passare del tempo perché riguardare l’anime oggi permette di capire meglio tutta l’opera di Miyazaki, all’epoca solo un nome al quale non si prestava attenzione nei titoli di testa che scorrevano sulle note dell’indimenticabile sigla cantata da Georgia Lepore.

Nella serie c’è già tutto o quasi l’autore diventato poi una leggenda con i film d’animazione dello Studio Ghibli che lo hanno portato nell’olimpo della storia del cinema, al di là dei prestigiosi premi ricevuti come il Leone d’Oro alla carriera a Venezia e i tre Oscar, di cui uno onorario. Anche se si tratta di un progetto su commissione della tv giapponese Nhk, dove esce tre anni prima dell’arrivo in Italia, ed è basato sul romanzo per ragazzi dello scrittore americano Alexander Key “The Incredible Tide” (poi pubblicato in Italia con il titolo della serie animata), “Conan, il ragazzo del futuro” è un’opera fortemente personale in cui Miyazaki si prende ampie libertà sia dalle richieste produttive sia dal materiale letterario di partenza.

E così da questa storia avventurosa, ambientata in un mondo post-apocalittico, germoglia la sua poetica fatta di temi e stilemi ricorrenti ben noti a chi conosce la sua filmografia: dalla critica alla follia della guerra al rapporto tra natura e scienza, dalla passione per i velivoli alla particolare caratterizzazione dei personaggi. Conan e Lana, i due principali, rappresentano l’altruismo, il coraggio e la purezza dei più piccoli in contrapposizione agli adulti sui quali pesa la responsabilità della catastrofe che ha portato l’uomo sull’orlo dell’estinzione e squassato la terra, come ricorda l’introduzione a ogni puntata. Ma la riuscita della serie si deve anche agli altri protagonisti come Gimsy, il buffo amico di Conan, e il capitano Dyce, opportunista ma sensibile, sui quali Miyazaki costruisce alcune delle scene più divertenti. Senza dimenticare Mosley, tra i migliori personaggi femminili forti descritti nel corso della sua carriera dall’ineguagliabile maestro giapponese.

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