La Nuova Sardegna

Il caso

La Sardegna si oppone agli accorpamenti, il governo la punisce: niente fondi Pnrr per la Scuola

di Paolo Ardovino
La Sardegna si oppone agli accorpamenti, il governo la punisce: niente fondi Pnrr per la Scuola

I 19 milioni di euro solo per le Regioni che hanno tagliato le autonomie. Silvio Lai (Pd): «Inaccettabile, ora l’esecutivo riveda la bozza del decreto»

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Sassari In questi casi si dice: prima il danno e poi la beffa. Ma dalla Regione correggono la seconda parte: «La punizione». Il decreto sul Pnrr per ora è una bozza ma fa già indignare. Il Governo destina un fondo aggiuntivo di 19 milioni di euro per assumere personale, ma taglia fuori la Sardegna. Una delle poche regioni che si era opposta al piano di dimensionamento scolastico. Per gli accorpamenti delle autonomie degli istituti 2026/2027 al “no” di presidente della Regione e assessora all’istruzione, il Governo centrale aveva fatto da sé, nominando un commissario (Francesco Feliziani, il direttore dell’ufficio scolastico regionale) per accorpare comunque nove istituti. Ma adesso, in vista del prossimo decreto che rivede le misure del Pnrr e che tira fuori dal cilindro ulteriori finanziamenti, esclude l’isola perché si era opposta. Sardegna sei stata cattiva, vai dietro alla lavagna con il cappello da asino.

L’articolo 19

«Dal governo una riforma punitiva», sbotta il deputato e segretario regionale del Pd Silvio Lai, che fa scoppiare il caso con una nota congiunta con i parlamentari del Partito democratico: «Una scelta grave e sbagliata che punisce la Sardegna». La versione provvisoria del decreto collegato al Pnrr prevede, all’articolo 19, interventi sul dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026/2027. Ma la distinzione tra buoni e cattivi è chiara. Accedono ai fondi «esclusivamente gli uffici scolastici regionali delle regioni che hanno adottato, autonomamente, i piani di dimensionamento della rete scolastica». Chi si è messo di traverso e ha fatto opposizione nelle scorse settimane, oggi viene escluso dal premio. Niente merenda, ricreazione a digiuno.

«Inaccettabile»

Si badi bene che l’isola, pur contrariata, non si è sottratta all’accorpamento delle sue scuole. Ma aver portato il Consiglio dei ministri a decidere per il commissariamento, come in Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, ha portato alla nota sul registro: la Regione resta fuori dallo stanziamento extra. «Questo articolo 19 nel decreto di fatto punisce queste regioni ed è una cosa che non si era mai vista, non può passare inosservata — spiega preoccupato Silvio Lai —. Era un dimensionamento politico, e la Sardegna in questi anni aveva già fatto la sua parte. Ci troviamo di fronte a una bozza, per questo chiediamo che nel decreto definitivo venga eliminata la distinzione. Si tratta di un’impostazione inaccettabile: la Sardegna viene commissariata e, allo stesso tempo, privata delle risorse necessarie a gestire l’impatto organizzativo del dimensionamento sulle scuole. Una scelta che non tiene conto delle specificità territoriali, dell’insularità, delle distanze e delle condizioni delle aree interne». La denuncia, condivisa con il senatore dem Marco Meloni, che ha depositato anche una norma sul tema per evidenziare i numerosi accorpamenti già subiti dalle scuole sarde, conclude così: «Il Pnrr non può essere utilizzato come strumento di pressione politica né per ridurre servizi essenziali».

La risposta

«Mentre come Regione investiamo in edilizia scolastica, lavoriamo contro la dispersione, rafforziamo i servizi educativi e coinvolgiamo le comunità locali, il Governo sceglie la strada opposta. Taglia. Accorpa. Indebolisce. Difenderemo le scuole e i territori», diceva poche settimane fa la presidente della Regione, Alessandra Todde. Per ora non commenta l’ultima novità.

Nove in meno

A fare i conti degli accorpamenti è l’assessora regionale alla Pubblica istruzione, Ilaria Portas: «38 autonomie nell’ultimo triennio e nove quest’anno». A gennaio sono state ufficializzate le decisioni del commissario ministeriale. A Iglesias la soppressione dell'istituto magistrale “Baudi di Vespe” e l’accorpamento dei servizi all’istituto superiore “Asproni”. A Nuoro il liceo classico “Asproni” è stato accorpato al liceo di scienze umane e musicale “Satta”. Nuova, lunga, denominazione: liceo classico scienze umane e musicale “G. Asproni-S. Satta” nella sede di quest'ultimo. Ad Arzachena non più due istituti comprensivi ma uno, ritenuto più che sufficiente. Ancora a Nuoro: l’istituto comprensivo “Nuoro 2 Ferdinando Podda” unito al comprensivo “Nuoro 2 Pietro Borrotzu”, anche qui doppia denominazione ma una sola sede reggente dell’autonomia. A Orgosolo spostamento oltre i confini comunali, l’istituto comprensivo viene soppresso e unito a quello di Oliena. In Ogliastra la distanza tra due istituti che avranno la stessa autonomia dista oltre venti chilometri. Il comprensivo di Barisardo ora sarà il comprensivo “Barisardo-Tertenia”. Ancora, a Palau l’istituto comprensivo “Anna Compagnone” viene accorpato all'istituto omologo “P.f.m. Magnon” di Santa Teresa di Gallura. A Ilbono l'istituto comprensivo “Deledda” finisce accorpato all'istituto di Lanusei. Infine, per questa tornata, rientra anche Thiesi. Il suo istituto comprensivo sposta l'autonomia al fianco dell'istituto comprensivo “Pinna Parpaglia” di Pozzomaggiore.

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