Maria Grazia Cucinotta: «Noi isolani abbiamo un dna unico: se le cose funzionassero non lasceremmo mai la nostra terra»
L'attrice siciliana in tournée in Sardegna con “La moglie fantasma”: «Chiara Vigo eccellenza mondiale»
Siamo abituati a vederla al cinema, dall’indimenticabile “Postino” che l’ha consacrata a 007 al fianco di Pierce Brosnan. Il teatro invece è una recente novità. Maria Grazia Cucinotta arriva per la prima volta in Sardegna in veste di attrice di prosa. Sarà “La moglie fantasma” nell’omonima commedia di David Tristram, sotto le insegne del Cedac, che racconta l’apparizione in forma di spettro di una celebre attrice, morta improvvisamente al termine di una tournée. Al suo fianco Pino Quartullo. Appuntamento il 19 febbraio a Carbonia, il 20 a San Gavino, il 21 a Oristano e il 22 a Lanusei.
Chi è la moglie fantasma?
«È una moglie che torna inaspettatamente e spaventa il suo vedovo. Lui vive in questa sorta di limbo perché è l’unico a vederla e sarà lui a scoprire chi l’ha fatta fuori. Perché in realtà lei non si è uccisa ma è stata uccisa. E così comincia questa ricerca molto divertente in cui lei si prende anche piccole rivincite».
Più giallo o commedia?
«Tutti e due. Nella giusta misura in questo spettacolo c’è tutto: non ti annoia mai. E poi ho la fortuna di lavorare con attori come Alessandra Faiella, Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi. E poi ovviamente Pino Quartullo, che mi ha coinvolta facendomi leggere il testo. Mi sono innamorata di questa sceneggiatura molto cinematografica».
Il teatro per lei è una scoperta recente: cosa prova nel salire sul palcoscenico?
«Ho debuttato a 50 anni, ero terrorizzata e lo sono ancora. Ogni giorno mi chiedo chi me l’ha fatto fare, poi entro in scena e la magia di stare davanti al pubblico mi ripaga di tutte le ansie».
Cosa sarebbe diventata se non avesse fatto l’attrice?
«Volevo fare la psicologa, ma alla fine questo lavoro mi ha permesso di fare un po’ tutto. Soprattutto di seguire la mia indole ad aiutare le persone. La popolarità mi permette di dare visibilità a chi non ne ha».
“Il postino” l’ha consacrata e sicuramente sarà il suo film più amato. Qual è il secondo?
«Ho amato tutti i miei film, anche quelli che non andavano fatti. Logicamente “Il postino” mi ha cambiato la vita e resta il top. Sono 32 anni dii amore del pubblico grazie a Massimo Troisi. Il merito è tutto suo: l’ha voluto lui, l’ha creato lui. Per Massimo è un modo di restare vivo senza fare alcuno sforzo. Ancora oggi “Il postino” nel mondo viene studiato, a dimostrazione che la semplicità delle emozioni resta per sempre».
Nel 1989 faceva i collegamenti a Sanremo: che ricordo ha?
«Ero troppo piccola troppo emozionata per essere lucida e rendermi conto di quello che stavo facendo».
Le sarebbe piaciuto condurre il festival? Ci è mai andata vicina?
«Sto tanto bene a casa a guardarlo con mia figlia davanti a una pizza o a un sushi. Mi piace viverlo da spettatrice. Il festival rappresenta la mia infanzia, lo guardavo con i miei genitori».
Che musica ascolta?
«Sono cresciuta con Renato Zero, Eros Ramazzotti, Mina, Ornella Vanoni, Laura Pausini. E poi adoro Arisa. E Michele Bravi, a cui mi lega una profonda amicizia. Abbiamo talenti unici al mondo».
Ora arriva in tournée in Sardegna: qual è il suo legame con l’isola?
«In Sardegna mi sento a casa. Chi nasce in un’isola ha un dna unico. Sai che sei isolata, ma sai anche di vivere in un paradiso. Purtroppo spesso siamo costretti a lasciare il paradiso perché non c’è lavoro, ma se tutto funzionasse - o lo facessero funzionare - nessuno lascerebbe la Sicilia, la Sardegna o il Sud per andare al Nord».
In passato si è spesso esposta per salvare il bisso di Chiara Vigo.
«Chiara è unica al mondo, la sua unicità è riconosciuta in tutto il mondo. È un bene che ci appartiene. Solo a vederla mi emoziono. È una donna dolce, talvolta forse un po’ brusca, che non si è mai venduta. Non ha mai accettato soldi per svelare il suo segreto».
Su La7 conduceva “L’ingrediente perfetto”: qual è il piatto preferito della cucina sarda?
«I dolci, che sono veri e propri capolavori, ma in generale tutta la cucina tipica, semplice con sapori veri. Non vediamo l’ora di arrivare: stiamo sognando la Sardegna».