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Sassari, torna il contest musicale universitario: il calendario e come partecipare

Sassari, torna il contest musicale universitario: il calendario e come partecipare

Seconda edizione per il Festival organizzato da Radio Uni Sassari

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Sassari Non è più soltanto il ritorno di un evento storico. Con l’edizione 2026, il Festival Universitario entra in una fase di consolidamento, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi per la comunità accademica sassarese.
Dopo il rilancio del 2025 - che aveva segnato la fine di un’assenza durata oltre trent’anni - la manifestazione promossa da Radio Uni Sassari prosegue nel percorso di ricostruzione di una tradizione che apparteneva alla memoria collettiva dell’Ateneo.
L’iniziativa è organizzata da Radio Uni Sassari con il patrocinio del comune di Sassari, dell’Università degli Studi di Sassari e dell’Ersu.

Il calendario

L’edizione 2026 si svolgerà per l’intero mese di aprile, con una serie di serate live ospitate al QB – Quanto Basta, in via Vardabasso a Sassari, spazio ormai riconosciuto come punto di riferimento per la musica dal vivo in città.
La finale è prevista per il mese di giugno, in una serata conclusiva che decreterà il vincitore della seconda edizione della nuova fase del Festival.

Regolamento e struttura

Il Festival Universitario 2026 è aperto a studenti iscritti a un Ateneo italiano, che possono partecipare come solisti o in formazione.
L’iscrizione è gratuita e prevede l’invio di due cover e di un brano inedito, elemento centrale della proposta artistica. Una selezione preliminare individua gli artisti ammessi alle serate live. Le performance saranno valutate da una giuria composta da quattro membri tra professionisti del settore musicale e rappresentanti istituzionali. I criteri di giudizio comprendono qualità tecnica, originalità, presenza scenica e coerenza del progetto artistico. Il vincitore avrà l’opportunità di incidere un disco in uno studio di registrazione professionale, confermando la natura concreta e professionalizzante del premio.

Le origini del festival

Trent’anni fa il Festival era organizzato da quello che allora era uno studente, oggi imprenditore e proprietario del QB – Quanto Basta, Daniele Deiana, tra i promotori della prima stagione dell’iniziativa. «Era un festival molto sentito e partecipato dalla comunità universitaria», ricorda Deiana. «Dava spazio a chi voleva mettersi in gioco. Non era soltanto una gara, ma un’occasione per esprimersi. In diversi casi ha rappresentato il punto di partenza di una passione che per alcuni gruppi è continuata nel tempo: alcune di quelle realtà esistono ancora oggi».

La visione della radio


«Il Festival Universitario non è soltanto un evento musicale», sottolinea il presidente di Radio Uni Sassari, Carlo Maccioni. «È un progetto che mette al centro gli studenti, le loro passioni e la loro capacità di costruire cultura. Abbiamo voluto riportare in vita una tradizione che apparteneva alla nostra comunità, ma con uno sguardo contemporaneo».
Maccioni spiega anche la scelta di confermare la sede al QB: «Abbiamo deciso di tornare al QB perché nella scorsa edizione partecipanti e pubblico si sono trovati bene. È uno spazio che favorisce l’ascolto e la relazione. Ma c’è anche un valore simbolico: il locale è oggi gestito da Daniele Deiana, che trent’anni fa contribuì a dare vita al Festival. Riportare qui il progetto significa, in un certo senso, riavvicinarlo alle sue radici, senza nostalgia ma con continuità».
A evidenziare un ulteriore aspetto dell’iniziativa è Leonardo Murgia, responsabile comunicazione ed eventi di Radio Uni Sassari: «Questa seconda edizione rappresenta anche un ritorno ai rapporti reali, alla comunicazione fatta in presenza, ai rapporti umani che si costruiscono fuori dallo schermo. In un tempo in cui tutto passa attraverso dispositivi digitali, vogliamo riportare al centro l’incontro diretto, il confronto, la condivisione autentica. Il Festival è musica dal vivo, ma è soprattutto relazione: tra studenti, tra artisti e pubblico, tra università e città».

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