Le strade di Sanremo come un carnevale: dai «festini bilaterali» al (finto) Papa Francesco
Lo spettacolo continua notte e giorno al di fuori della diretta tv
Inviato a Sanremo Lo spettacolo, questa settimana, va in scena certamente sul palco del teatro Ariston. Trenta canzoni per trenta artisti in gara (cifra maggiore se si considerano le coppie). Ma il grande show targato Sanremo non si limita soltanto a ciò che si vede in diretta su Rai 1. Per le strade infatti, il “varietà” continua notte e giorno. Vie intasate, che non sempre rendono facile il camminamento, anche per gli addetti ai lavori, ma con costante sicurezza: sono numerosi i metal detector nei pressi dell’Ariston, di piazza Colombo e davanti a Casa Sanremo.
«C’è sempre stata tanta gente per le strade – racconta Chiara, giovane sanremese – ma qualcosa è cambiato dopo l’esplosione mediatica delle edizioni dirette da Amadeus. Prima gli artisti realizzavano le interviste negli alberghi, ora invece ogni radio ha la propria postazione in giro per la città, per cui i fan si spostano da un posto all’altro per seguirli». Postazioni che quest’anno si dislocano principalmente sul lungomare, come “le case” di Kiss Kiss, Radio Italia e Rolling Stone, o nell’area del Casinò, quali Rtl 102.5 e Radio 104. Spazi in cui ogni sera, vengono ospitati «festini bilaterali» (come li ha definiti ieri sera Elettra Lamborghini, ndr), showcase, e occasioni per godere e commentare insieme la kermesse.
Accanto, in ogni angolo e spesso anche molto fitti, sorgono gli spazi degli sponsor, che attirano file infinite di curiosi e appassionati alla ricerca del gadget ricordo. Per molti però, la festa va in scena anche al di fuori, proprio per le vie della ridente città dei fiori. Una gara parallela a quella canora per l’outfit più ironico e stravagante. Non è così difficile, infatti, imbattersi in un travestimento da orso bruno, stile mascotte, o nel team degli Avengers, composto da Wolverine, Capitan America, Deadpool e Iron Man.
Alzando lo sguardo verso l’alto poi, arriva la benedizione. Il (finto) Papa, anche se estremamente simile esteticamente a Bergoglio, si sporge dal balcone che affaccia sull’ingresso dell’Ariston (al piano superiore rispetto all’iconico “balconcino Generali”) e la folla intona un inno “Francesco Francesco”. Un personaggio insolito, ma non impossibile da incontrare. Poco dopo difatti lo si ritrova al bar, a degustare un caffè e a chiacchierare e concedere foto ai tanti curiosi, piccoli compresi. E nella settimana più importante per la musica italiana, non mancano i buskers, agli angoli dei vicoli o sulla lunga camminata accanto alla costa.
Tanti i giovani, che sfruttano la popolarità della cittadina per farsi conoscere. C’è anche chi, invece, ha l’unico obiettivo di farsi vedere, improvvisando un karaoke con outfit eccentrici e variopinti, senza però avere alcun tipo di dote canora. Un grande carnevale, nel senso festoso del termine, che accompagna e colora la competizione. Perché da anni Sanremo non è più solo la diretta televisiva serale, è una vera e propria macchina pubblicitaria e promozionale per tutti, dalle grandi aziende ai singoli, che ha saputo abbracciare il mercato e l’intrattenimento richiesto dal pubblico, a cui hanno aderito in primis i cantanti con la sfida del Fantasanremo.
