La Nuova Sardegna

Nuoro

Il processo

Armi, droga e il progetto di trafugare la salma di Enzo Ferrari: condanne per 60 anni alla banda

Armi, droga e il progetto di trafugare la salma di Enzo Ferrari: condanne per 60 anni alla banda

Orgosolo il cuore del sodalizio criminale che faceva traffici con l’Emilia. Tredici gli imputati, prescrizione per tre e una assoluzione

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Nuoro Contrariamente alla denominazione “Tutti innocenti” attribuita all’operazione della Dda di Cagliari nel marzo 2017, i 13 imputati approdati davanti al tribunale collegiale di Nuoro, perché accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di armi e stupefacenti, alla fine, sono risultati quasi “tutti colpevoli”.

Si è chiuso, infatti, con una serie di condanne ma anche con sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione in ordine ad alcuni reati, il processo che vedeva davanti al collegio presieduto da Luisa Rosetti (a latere i Claudia Falchi Delitala e Alessandra Ponti) Lucio Baltolu di Alà dei Sardi (condannato a 6 anni di reclusione e 30mila euro di multa), Gaetano Frio di Isola Capo Rizzuto (a 6 anni e 30mila euro di multa), Antonio Francesco Mereu di Orgosolo (a 5 anni e 25mila euro di multa), Danilo Mazoni di Sorgono (a 6 anni e 30mila euro di multa), Giulio Cesare Mulas di Tertenia (a 4 anni e 5mila euro di multa), Paolo Paris di Nepi (a 7 anni e 15mila euro di multa), Antonio Francesco Pipere di Nuoro (a 8 anni e 6mesi di reclusione e 40mila euro di multa), Francesco Piras di Norbello (a 6 anni e 30mila euro di multa), Peppino Puligheddu di Orgosolo (a 6 anni e 8mila euro di multa), Vittorio Scano di Orani (a 6 anni e 30mila euro di multa).

Il giudice, inoltre, ha dichiarato di non doversi procedere in ordine ad alcuni reati nei confronti di Antonio Mereu, Roberto Mezza di Milano, Raffaele Paladini di Surbo (per il reato di ricettazione), Roberto Mezza, Paolo Paris, Antonio Francesco Pipere (limitatamente alle condotte riferite alle armi comuni da sparo) e Giampietro Serra di Ottana, per essersi tutti estinti a seguito di intervenuta prescrizione.

Infine, ha assolto Raffaele Paladini dal reato di omissione di atti d’ufficio perché il fatto non sussiste.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati: Agostinangelo Marras, Michele Mannironi, Ivano Iai, Francesco Porcu, Caterina Zoroddu, Beatrice Goddi, Angelo Magliocchetti, Rinaldo Lai, Giuseppe Luigi e Antonello Cucca.

Il pm Gilberto Ganassi a fine requisitoria aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati. Dall’attività investigativa condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro erano scaturiti due filoni d’indagine distinti ma collegati tra loro. Il primo aveva visto il coinvolgimento di Graziano Mesina e del suo ex complice Gigino Milia, il secondo riconducibile a Giovanni Antonio Mereu, considerato dagli investigatori il capo della banda che spaziava tra la Sardegna e l’Emilia Romagna, e che si occupava oltre che di traffici di droga, anche di armi che sarebbero state sottratte all’Esercito prima della demolizione.

La base dell’organizzazione criminale, secondo l’accusa, era Orgosolo e a capo del sodalizio veniva indicato l’orgolese Giovanni Antonio Mereu, noto Caddina, processato in abbreviato. Tra i piani mandati in fumo dalla Dda e dal Nucleo investigativo di Nuoro all’organizzazione criminale, anche il progetto di rubare la salma di Enzo Ferrari, sepolta al cimitero di Modena, per poi chiedere un riscatto. Erano state una quarantina le persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta. Di queste, 14 erano finite sotto processo a Nuoro, altre 8 avevano chiuso il procedimento penale con il patteggiamento e 18, avevano scelto l’abbreviato. Oltre un centinaio le armi da guerra e comuni, comprese bombe a mano e fucili mitragliatori, sequestrate nell’immediato. (k.s.)

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