Sanremo, un Achille Lauro iconico trascina la seconda serata: chi è il cantante e perché la canzone si chiama “16 marzo”
A un anno dalla sua partecipazione al festival l’artista torna nelle vesti di co-conduttore
A un anno dal successo di “Incoscienti giovani”, brano rimasto fuori dalla top5 finale tra le proteste del pubblico, Achille Lauro è tornato nella seconda serata di ieri nelle vesti di co-conduttore a fianco di Carlo Conti e Laura Pausini, con cui ha duettato.
La coppia ha formato un duo affiatato e sorprendente. Sul palco hanno interpretato “16 marzo”, brano di Lauro inserito nel nuovo album di cover di Pausini, Io Canto 2, uscito il 6 febbraio 2026. Un momento intenso, a cui è seguita l’esecuzione di “Perdutamente”, canzone simbolo del funerale di Achille Barosi, una delle giovani vittime di Crans Montana. Un passaggio toccante che ha regalato alla serata uno dei momenti più emozionanti.
Di cosa parla “16 marzo”
“16 marzo” raccontava l’istante preciso in cui un amore cede sotto il peso dell’addio. Una ballata capace di mettere a nudo la vulnerabilità, sospesa tra il dolore per la fine di una relazione e la necessità di ripartire.
La data che dà il titolo al brano era quella in cui l’artista, come aveva spiegato su Instagram al momento dell’uscita nel 2020, scrisse una lettera alla donna di cui era innamorato. «Questa notte ho scritto una lettera ad una ragazza. L’ho chiamata come il giorno in cui gliel’ho dedicata. Come il mese dei nuovi amori…», aveva scritto allora.
Un pezzo che parlava di fine ma anche di rinascita: “16 marzo” apriva infatti uno spiraglio di luce dopo il dolore, suggerendo che ogni addio può trasformarsi in un nuovo inizio. Lo ribadiva il verso simbolo del ritornello: «Ti rinnamorerai a marzo».
Achille Lauro, chi è
Al secolo Lauro De Marinis, ma conosciuto come Achille Lauro, suo nome d'arte. Il nome d'arte è un mix tra il suo vero nome di battesimo Lauro e quello dell'eroe greco Achille. L'artista ha dichiarato di averlo scelto perché molti associavano il suo nome al cognome dell'armatore napoletano, appunto Achille Lauro. Nato a Verona, l'11 luglio del 1990, dopo i primi esordi nel mondo del rap underground Achille ha ottenuto il favore del pubblico con Rolls Royce, il brano portato sul palco del Festival di Sanremo nel 2019. Lauro ha mantenuto un rapporto molto stretto con la mamma, Cristina Zambon, che ricopre il ruolo di amministratrice delegata della sua casa discografica, la "No Face Agency”. Non si può dire lo stesso con il papà, dove i rapporti non sono mai stati particolarmente idilliaci.
