La Nuova Sardegna

buongusto
BuonGusto – Speciale miele

Viaggio tra proprietà e falsi miti del miele, parola alla nutrizionista: «Va consumato con moderazione»

di Carolina Bastiani
Viaggio tra proprietà e falsi miti del miele, parola alla nutrizionista: «Va consumato con moderazione»

La dottoressa Alessandra Usai racconta effetti benefici e abitudini sbagliate

3 MINUTI DI LETTURA





È buono, ha tantissime varianti per tutti i gusti, dal classico millefiori, passando per il particolarissimo al castagno, al più raro, amaro e costoso di corbezzolo, ma c’è poco da girarci intorno: il miele, prodotto naturale delle api, non è molto diverso dallo zucchero e il suo consumo eccessivo non è indicato per la salute fisica. Diversamente dal suo simile a granelli, però, ha effettivamente qualche proprietà e può apportare dei benefici. A raccontare tutto sul miele, e quindi anche i miti da sfatare, è la dottoressa Alessandra Usai, biologa nutrizionista, specializzata anche in nutrizione clinica. Oltre ad essere l’unica in Sardegna a occuparsi della dieta degli animali domestici. E precisa subito, sorridendo, «No, loro il miele non lo possono assolutamente mangiare».

Calorie

Si parte, dunque, con la composizione e con l’apporto calorico, per non lasciare spazio ad alcun dubbio. «Il miele – spiega la dottoressa – è composto per l’80% di zucchero e per quanto riguarda il valore energetico, per 100 grammi, sviluppa circa 300 calorie». E, dunque, contrariamente a quanto qualcuno pensa, no, non fa dimagrire. «In molti – continua – sono convinti che siccome si tratta di un prodotto naturale se ne possa consumare senza regole, ma dal punto di vista calorico e metabolico è molto simile allo zucchero, tra le sue componenti ci sono infatti anche glucosio e fruttosio». Insomma, anche il miele può contribuire, se consumato in eccesso, al sovrappeso. «Tuttavia, sebbene in quantità molto modeste, contiene anche tracce di vitamine e minerali».

Benefici

Ma quindi quali sono i suoi effetti benefici? Oltre al suo potere idratante molto sfruttato in cosmesi, «ha effetti lenitivi sulla gola irritata, e aiuta per la tosse, anche grazie alla sua densità molto viscosa». Si può quindi consumare da solo, ma anche in acqua o tè caldi. «L’importante – puntualizza – è che la bevanda non sia bollente perché potrebbero ridursi alcuni composti». «Inoltre – continua la dottoressa Usai – ha una minima azione antimicrobica dovuta soprattutto alla presenza dei polifenoli, autori anche della sua azione antiossidante, che però si sviluppa soprattutto nei mieli scuri come quello di castagno». «In ambito medico, poi – e si conclude la lista dei benefici – viene utilizzato per aiutare la cicatrizzazione delle ferite».

Falsi miti

«Il miele non aiuta a curare né il raffreddore né l’influenza e inoltre non si può dare ai bambini molto piccoli». Il pericolo è il botulismo infantile. «Mi viene in mente l’abitudine di metterlo nel ciuccio: è molto sbagliata. Può anche modificare il microbiota orale dei bambini e causare carie nei dentini che dovranno uscire. Per sicurezza, aspetterei i 3 o i 4 anni di età prima di darglielo».

Primo Piano
Le indagini

Bruzzone, nelle chat insulti e frasi choc contro Sionis: «Io spero in un bel malaccio che se la porti via»

Video

Le impressionanti immagini subacquee del peschereccio Luigino affondato davanti alle coste di Arbatax

Le nostre iniziative