La Nuova Sardegna

Il personaggio

A Sassari il laboratorio segreto delle star della musica: nella liuteria di Stefano Mura arriva il grande Andrea Valeri

di Rachele Falchi
A Sassari il laboratorio segreto delle star della musica: nella liuteria di Stefano Mura arriva il grande Andrea Valeri

Il chitarrista tra i più apprezzati al mondo nel fingerstyle contemporaneo sceglie il laboratorio Alchimede: in città passano artisti internazionali per affidare i propri strumenti a mani esperte

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Sassari Sassari, negli ultimi anni, si è ritagliata un ruolo silenzioso ma decisivo nella geografia della musica internazionale: quello di approdo sicuro per artisti che, prima di un tour o di un concerto, cercano mani esperte a cui affidare i propri strumenti. Così, tra le vetrine e il traffico quotidiano di viale Caprera, può capitare di incrociare presenze inattese, nomi che calcano i palchi di mezzo mondo ma che qui arrivano in punta di piedi. Il motivo è uno solo: la liuteria Alchimede di Stefano Mura, diventata negli anni un punto di riferimento per musicisti di fama internazionale.

L’ultima visita, in ordine di tempo, è quella di Andrea Valeri, tra i più autorevoli interpreti della scena acustica mondiale e Maton Artist, con tre chitarre signature dedicate, arrivato a Sassari per lavorare su alcuni dei suoi strumenti. Un passaggio tecnico, certo, ma anche umano e artistico. Perché Valeri, classe 1991, è oggi uno dei chitarristi più apprezzati al mondo nel fingerstyle contemporaneo, con una carriera iniziata giovanissimo e costruita tra collaborazioni di altissimo livello e riconoscimenti prestigiosi. Collaboratore di Tommy Emmanuel, è riuscito negli anni a sviluppare un linguaggio personale che fonde tecnica e sensibilità, diventando un vero ambasciatore della chitarra acustica nel mondo. Nel laboratorio sassarese il dialogo con Mura si trasfroma rapidamente in un confronto aperto: seduto tra chitarre e attrezzi, l’artista ha provato strumenti, analizzato differenze timbriche, discusso di risposta sonora.

Ma è nel racconto della sua carriera che emerge la dimensione più sorprendente. Valeri ha condiviso il palco e collaborato con musicisti del calibro di John Illsley, Guthrie Govan, Andy Timmons, Bryan Beller, solo per citarne alcuni. Un percorso che lo ha portato a fare il giro del mondo decine di volte. E proprio parlando degli incontri che hanno segnato la sua vita, il chitarrista si lascia andare a un ricordo emblematico: «Da bambino guardavo il dvd del Live Aid, mi incantavo coi Dire Straits. Sognavo di stringere la mano a quei musicisti. Ciò che è successo poi ha dell’incredibile: ci ho suonato insieme. È inspiegabile, pazzesco» .

Accanto alla carriera internazionale, Valeri dedica oggi una parte significativa del suo tempo anche alla formazione delle nuove generazioni. «Ho la fortuna di assistere alcuni dei più grandi talenti che ci sono oggi a livello mondiale», spiega. Segue giovani chitarristi, li supporta nella produzione e nello sviluppo artistico, accompagnandoli nei primi passi di un percorso professionale. «Qui in Sardegna seguo un ragazzo di appena tredici anni, Gabriele Chiesa, una vera forza della natura e sono sicuro può fare grandi cose», aggiunge. Nonostante i successi — dagli otto album solisti fino ai premi internazionali più recenti, tra cui il riconoscimento europeo Ecm per “Odissea” e il titolo di “Best Instrumentalist” agli Icma di Hollywood — Valeri mantiene uno sguardo profondamente umano sul proprio percorso. «Sono solo grato», dice parlando del ruolo che oggi ricopre anche come punto di riferimento per giovani musicisti .

La Sardegna, dove oggi vive (a Siniscola, ndr), rappresenta per lui qualcosa di più di una semplice residenza. «Non è un luogo, è una chiamata. Qui entro in una dimensione diversa», confida, raccontando un legame nato fin da bambino e diventato negli anni sempre più centrale nella sua vita. Accanto a lui, nel laboratorio, Stefano Mura osserva e interviene, confermando il valore di questi incontri: «Gli strumenti hanno bisogno di cure come noi del medico. E lavorare con artisti di questo livello è una crescita continua». Un approccio diretto, senza formalismi, ha contribuito a creare un ambiente familiare che attira artisti da tutto il mondo. Parallelamente ha avviato anche un progetto divulgativo, GuitarTube, format YouTube di un altro grande musicista, Giovanni Trapani, in cui lui racconta il dietro le quinte della liuteria contemporanea.

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