Cinque opere nel cartellone del De Carolis: la lirica d’estate si sposta da Sassari ad Alghero
Presentato il programma dell’Ente concerti, anteprima l’’8 maggio al Duomo
Sassari Cinque titoli d’opera, due concerti sinfonici e un’anteprima nel segno della musica sacra. La stagione lirico-sinfonica 2026 a Sassari, proposta dall’Ente concerti Marialisa de Carolis, mette insieme L’elisir d’amore, Pagliacci, Il flauto magico, Rigoletto, il Don Carlo di Verdi e la Terza sinfonia di Mahler (gli ultimi due per la prima volta a Sassari) e il Concerto di Natale.
Prima del cartellone, l’anteprima dell’8 maggio nel Duomo con l’oratorio Beata Virgo Maria di Valentino Miserachs. Una delle novità riguarda la lirica d’estate che quest’anno non sarà in piazza d’Italia a Sassari ma ad Alghero, al Forte della Maddalena.
L’assessora comunale alla Cultura Nicoletta Puggioni ha ricordato la convenzione biennale con cui il Comune affida al de Carolis la gestione del teatro e ha spiegato che «la lirica d’estate si trasferisce totalmente ad Alghero non per volontà del Comune di Sassari. Non abbiamo mai fatto mancare il nostro supporto all’ente per questa proposta e non lo avremmo fatto neanche quest'anno, ma evidentemente sono state fatte delle scelte diverse».
Il pubblico sassarese, ha aggiunto, «si era affezionato» alla lirica in piazza, ma in una visione metropolitana la scelta «ha anche un senso». Resta, per Puggioni, una città in cui «i cittadini hanno dimostrato di amare la lirica e l’opera». «Mi rendo conto che non fare l’opera in piazza a Sassari può suscitare delle delusioni», ha aggiunto il presidente dell’ente Antonello Mattone che ha sottolineato il problema degli alti costi di quel tipo di proposta: «Soltanto il palco costava 70mila euro, comprese amplificazione e luci, e gestire una piazza dove di giorno ci sono uffici pubblici e attività commerciali era complesso». Per Mattone non è detto che quell’esperienza venga archiviata: «Si tratterà di vedere col Comune se è il caso di riprendere, in quale forma e in quale sito, un’esperienza che ha dato risultati largamente positivi».
Ad Alghero nascerà quindi il festival estivo. Il 3 e 5 luglio andrà in scena L’elisir d’amore di Donizetti, il 17 e 19 luglio Pagliacci di Leoncavallo. La regia sarà di Alberto Gazale; sul podio Zu Zhong per L’elisir e Daniele Agiman per Pagliacci. Il Coro sarà diretto da Francesca Tosi, le voci bianche da Salvatore Rizzu.
Il direttore artistico Alberto Gazale ha ricordato il grande successo dell’intuizione della lirica in piazza: «Abbiamo fatto tre anni che resteranno negli annali dei sassaresi, una cosa che hanno apprezzato e amato, e giustamente deve finire nel momento migliore». La lirica in piazza «come evento non si ripeterà mai più», ma quei fondi potrebbero servire a creare «qualcosa di nuovo, innovativo e sperimentale». Gazale presenta la stagione come un passaggio coerente con il lavoro avviato negli ultimi tre anni. «Siamo persone che cercano di avere una visione e guardare lontano», dice. Per questo definisce il cartellone «degno di una fondazione o delle maggiori case d’opera del mondo», con «scelte coraggiosissime e rischiose».
L’anteprima, come detto, l’8 maggio. Il Duomo ospiterà l’oratorio di Valentino Miserachs. Gazale sottolinea che si tratta di «un grande compositore di musica sacra» e sarà anche un modo «per entrare nel tessuto sociale della città e collaborare con il clero e la curia». In scena Chiara Cabras, Irene Molinari, Nicolas Resinelli e Michael Zeni, con Orchestra, Coro del de Carolis e Coro delle voci bianche. L’opera più impegnativa è il Don Carlo, in scena il 30 ottobre e il primo novembre, nell’edizione del 1884. Dirigerà Federico Santi; nel ruolo del titolo ci sarà Giorgio Berrugi, con Maria Belén Rivarola come Elisabetta di Valois. «È una nuova sfida per l’Ente», sottolinea Gazale.
L ’autunno al Comunale si aprirà il 25 e 27 settembre con Il flauto magico di Mozart, diretto da Gianluca Martinenghi e affidato alla regia di Hugo de Ana. Per Gazale il regista argentino «riesce sempre a mettere il genio in ogni cosa che fa» e il titolo mozartiano, «un’opera onirica e simbolica», potrà avere una chiave «che non ci lascerà indifferenti». Nel cast anche Claudia Urru come Regina della notte. A dicembre, l’11 e il 13, Rigoletto riporterà il pubblico dentro una delle opere verdiane più amate: Leonardo Sini tornerà sul podio, Desole debutterà come Duca di Mantova, ruolo che lo stesso tenore sassarese aveva indicato lo scorso anno come un suo sogno, e Maria Laura Iacobellis sarà Gilda.
La Terza sinfonia di Gustav Mahler sarà l’altra grande prova. «È la prima volta che una sinfonia di Mahler viene fatta a Sassari», ricorda Mattone, parlando di un organico orchestrale e corale «di oltre cento persone» e di «un’impresa dal punto di vista organizzativo notevole». Il 22 dicembre toccherà al Concerto di Natale. Prima ancora, Il presidente Mattone ha ricordato l’importanza del contributo della Fondazione di Sardegna e anche le iniziative collaterali come il Tour del Comunale, il progetto con il Convitto Canopoleno e Donatori di musica con l’Aou di Sassari. «L’opera lirica fa parte del Dna della città di Sassari». I dati confermano la crescita: più 49% di pubblico, più 53% di giornate lavorative e bilancio in attivo. Lo slogan non cambia: «dentro e fuori il teatro»: nelle scuole, negli ospedali, nei luoghi della città e del territorio.
