Enzo Paci: «La vecchia commedia all’italiana? Oggi la fanno meglio i francesi»
L'attore genovese in tournée nell'isola con “Le nostre donne” insieme a Luca Bizzarri e Antonio Zavatteri
“Le nostre donne” è la storia di una amicizia. Una commedia brillante di Eric Assous incentrata sul legame di solidarietà e fratellanza fra tre uomini che si trovano improvvisamente ad affrontare un dilemma morale. A interpretarli sono Luca Bizzarri, Antonio Zavatteri ed Enzo Paci, che, diretti da Alberto Giusta, saranno, sotto le insegne del Cedac, domani 13 maggio a Carbonia, giovedì 14 a Olbia, venerdì 15 a Macomer, sabato 16 a Tempio e domenica 17 ad Alghero.
Paci, possiamo dire che, seppure assenti in scena, le donne sono le protagoniste?
«Il protagonista è il rapporto tra un mondo maschile e un mondo femminile in cui gli uomini risultano essere spesso un po’ goffi. Al centro c’è un rapporto di amicizia trentennale che, quando arriva una notizia detonante, viene messo alla prova, emergono piccole invidi, astio. Questo racconta come gli esseri umani, di fronte ai grossi eventi, tendono a perdere il contatto con la parte più intima del rapporto. Resta il legame, ma non si condividono più i valori».
Una commedia all’italiana?
«No, proprio francese. Un tempo eravamo noi i re della commedia, penso a Sordi o Tognazzi. Ora sono i francesi che ci insegnano come si scrivono».
Con Bizzarri e Zavatteri siete amici anche nella vita?
«Condividiamo lo stesso percorso scolastico, Luca e Antonio sono stati compagni di accademia. Condividere la stessa educazione teatrale significa condividere lo stesso stile, lo stesso gusto, lo stesso linguaggio».
In tv è stato Paolo Villaggio nel biopic di Luca Manfredi. Lo aveva mai incontrato?
«Mai conosciuto. È stata una grande sfida, ma anche un atto di coraggio. All’inizio la sua fanbase mi insultava preventivamente, poi quando è uscito le stesse persone ne hanno parlato bene: “Com’è umano lui!”... non è una cagata pazzesca”».
Cosa è per lei Genova?
«Genova sta rivivendo una grande stagione anche al punto di vista musicale: Olly, Alfa, Bresh, Sayf. È evidente che porta avanti la tradizione che, a differenza di altre realtà, qua ci si butta e i sogni si realizzano».
A proposito di sogni: le piace l’ipotesi della sindaca Silvia Salis candidata premier?
«Lei dice che è il nostro sindaco e lo rimarrà: io le credo. Spero possa portare a termine il mandato, perché, umilmente, io dico che sta facendo bene».
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