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Topolino ritorna in Sardegna e va alla scoperta di Tharros: la nuova avventura domani in edicola

di Fabio Canessa
Topolino ritorna in Sardegna e va alla scoperta di Tharros: la nuova avventura domani in edicola

In arrivo “Topoi e la città del tempo”: a firmare la storia gli sceneggiatori Bruno Enna e Luca Usai, supportati dalla Fondazione Mont’e Prama

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Sassari Dopo il successo della storia “Topolino e il mistero dei Giganti”, uscita nell’agosto del 2024 in occasione del 50esimo anniversario del ritrovamento delle statue di Mont'e Prama, i fumettisti Bruno Enna e Luca Usai, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore, tornano a omaggiare la Sardegna con un’avventura che unisce fantasia e archeologia: “Topoi e la città del tempo” che sbarca domani 13 maggio in edicola sul numero 3677 del settimanale Topolino, pubblicato da Panini Comics.

La nuova avventura

Se la storia di due anni fa era basata sui Giganti, questa si concentra in particolare su Tharros e la sua evoluzione storica da villaggio nell’età del Bronzo a importante città punica e poi romana. «Si potrebbe definire un seguito – sottolinea lo sceneggiatore sassarese Bruno Enna – perché i personaggi sono gli stessi: Topoi, Minnia e Pippeddu, versioni nuragiche di Topolino, Minni e Pippo. Fanno un viaggio nel tempo e nella loro avventura seguono la nascita e lo sviluppo di Tharros». A muovere la narrazione un drone-scarabeo, creato dal professor Marlin, che inviato indietro nel tempo a scopo di studio scatena un pericoloso vortice spazio-temporale tra passato e futuro. Nella Sardegna nuragica i tre protagonisti scoprono che il piccolo scarabeo metallico sembra nascondere un potere capace di alterare il corso stesso del tempo e ogni volta che il drone si riattiva, un vortice li trascina verso una nuova epoca.

Mont’e Prama

Una storia che nasce in collaborazione con la Fondazione Mont'e Prama: «Siamo contenti di aver rinnovato il progetto con Panini – spiega il presidente Anthony Muroni – e dopo la storia dedicata ai Giganti abbiamo chiesto di allargare il discorso a tutto il parco archeologico, con Tharros e più avanti l’Ipogeo di San Salvatore. Vogliamo avvicinare i lettori, soprattutto i più piccoli, al territorio con il linguaggio del fumetto. E in questo campo Enna e Usai sono due eccellenze che collaborano con la nostra area scientifica».

Gli autori

La storia in uscita è sviluppata in tre puntate da 20 tavole ognuna. «Le altre due parti si potranno leggere nei numeri successivi» spiega Bruno Enna che da trent’anni collabora con la Disney e ormai ha perso il conto delle storie scritte nel suo brillante percorso di sceneggiatore di fumetti. Una fantasia inesauribile che in questo caso dialoga con le conoscenze storiche-archeologiche. «La base di partenza – evidenzia l’autore – è lo studio. Ci hanno aiutato degli esperti, sia con i loro racconti sia fornendoci materiale da leggere. Poi ovviamente parliamo di un fumetto del mondo disneyano, di un racconto fantastico e umoristico. Abbiamo cercato di essere fedeli alla storia, ma non si tratta di un lavoro espressamente didattico. Sono però felice di far muovere questi personaggi di Topolino, in questa veste particolare, nella Sardegna antica che è poco conosciuta da chi non è sardo. Anche un fumetto può essere utile per far capire che oltre il mare abbiamo tanto altro e che nell’isola ci sono state grandi civiltà».

Aspetti che sottolinea anche il guspinese Luca Usai, disegnatore Disney dal 2007. «Quando si fa qualcosa di divulgativo si rischia di essere didascalici. Per noi era quindi importante unire una trama coinvolgente e l’interesse per le vicende dei personaggi all’attenzione storica. Per la creazione grafica ho dovuto documentarmi molto sulle tre epoche che vengono abbracciate dal racconto: quella nuragica, quella punica e quella romana. Per restituire al meglio i cambiamenti sui costumi, il tipo di abitazioni. Ho potuto contare sull’aiuto degli archeologi della Fondazione Mont'e Prama, ogni volta che finivo le matite di una parte gli mandavo le tavole e loro mi dicevano se c’era qualcosina da sistemare. Oppure chiedevo del materiale aggiuntivo, per esempio sul periodo punico sul quale avevo meno riferimenti. Poi sia con Bruno sia da solo sono stato a Tharros per scattare foto che mi sono state utili quando ho iniziato a disegnare».

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