Il Volo: «Portiamo il bel canto nel mondo, ora siamo pronti per la Sardegna»
Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble raccontano il tour mondiale, il nuovo singolo con Carlos Rivera e il concerto ad Alghero: «Due ore di musica che voleranno».
Il loro nome campeggia sui più importanti teatri e palazzetti del mondo. I tre ragazzi del Volo sono tra i più popolari ambasciatori della musica italiana nei cinque continenti. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sono reduci da una serie di bagni di folla tra America Latina e Stati Uniti, dove sono stati protagonisti di una trionfale tournée. E ora sono pronti a girare l’Italia (e anche Spagna e Grecia) per il tour estivo che farà tappa anche in Sardegna, il 9 agosto ad Alghero, un concerto inserito nell’Alguer Summer festival. E domani su tutte le piattaforme esce il nuovo singolo “Cuerpo sin alma” insieme a Carlos Rivera. Una reinterpretazione di “Bella senz’anima”, capolavoro di Riccardo Cocciante, rivisitato in chiave italo-latina.
Diciassette anni dal vostro primo incontro in televisione: cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale da allora?
BARONE: «Sono stati 17 anni particolari in cui abbiamo vissuto diverse fasi. La fase inconsapevole durante l’adolescenza: soprattutto all’inizio non potevamo avere una preparazione umana per comprendere quello che stavamo vivendo. Ora sicuramente la viviamo in maniera diversa. È un lavoro complesso, particolare, ma siamo consapevoli di avere il privilegio di girare il mondo, di condividere la nostra musica grazie alla forza del bel canto e della melodia».
Siete reduci da un altro tour in America Latina e negli Usa: cosa vi ha lasciato questa esperienza?
GINOBLE: «Abbiamo compreso ancora di più il nostro ruolo. La nostra missione è portare il bel canto nel mondo. È emozionante rivolgerci a persone che non parlano italiano ma che si lasciano trasportare. Siamo gli unici artisti di 30 anni che portano in giro questa musica ed è un grande onore poterlo fare. Stiamo crescendo, come anche il nostro repertorio sta crescendo dal punto di vista del prestigio».
In questi 17 anni avete affiancato i più grandi della musica internazionale: l’emozione più grande?
BARONE: «Viviamo tutto in velocità, ma dobbiamo avere la lucidità di cogliere il momento, tatuarlo nella memoria e portarlo con noi per tutta la vita. Sicuramente gli incontri più profondi, più spirituali sono stati quelli con Papa Francesco prima e Papa Leone poi. Siamo grati alla nostra musica perché ci permette queste esperienze di vita. E poi non possiamo non ricordare i 12 concerti insieme a Barbra Streisand. Oggi più di allora ci rendiamo conto di quanto sia stato importante quel momento della nostra carriera».
Il vostro è un successo planetario, il vostro nome campeggia sui templi della musica, dal Radio City Music Hall all’Arena di Verona: vi siete abituati o vi fa ancora effetto?
GINOBLE: «Noi non realizziamo mai niente, non normalizziamo la nostra vita che è straordinaria e continua a sorprenderci sempre. Come fosse la prima volta».
Domani esce su tutte le piattaforme “Cuerpo sin alma”: come nasce la collaborazione con Carlos Rivera?
BARONE: «Quando tutto è iniziato ci siamo trasferiti in Sudamerica e abbiamo consolidato il nostro repertorio. Non solo brani della tradizione, ma anche inediti, che è quello che è mancato in Italia fino al 2015, fino a Sanremo. Il nostro pubblico sudamericano è abbastanza fidelizzato e ogni anno abbiamo qualcosa da proporre. Questo duetto nasce dalla amicizia con Carlos, dall’idea di fare qualcosa insieme. È stato grazie a suo padre, grande fan di Cocciante, che abbiamo pensato a questo brano. Una scelta che ha due obiettivi: risvegliare la nostalgia del pubblico più adulto e fare conoscere la canzone ai nostri coetanei».
Ad agosto arrivate in Sardegna, ad Alghero: quanti ricordi nell’isola?
GINOBLE: «Purtroppo in Sardegna siamo venuti troppo poco. Ora siamo felicissimi di tornare e speriamo di conquistare sempre più pubblico sardo».
Che concerto sarà?
GINOBLE: «Sarà un concerto in cui canteremo il meglio del nostro repertorio, le nostre canzoni più famose, da “Grande amore” a “Capolavoro”, ma anche i grandi classici. Canteremo anche singolarmente, con momenti che poi andranno in onda su Canale 5 in “Tutti per uno”, il programma che facciamo da tre anni. Saranno due ore che voleranno».
Essere un gruppo non è mai semplice, neanche nella quotidianità. Come si fa a durare così tanto tempo?
BARONE: «La nostra è una convivenza basata sull’ascolto, sull’amicizia e sull’obiettivo che abbiamo tutti quanti. Noi non ci siamo scelti, qualcuno ha scelto per noi. A unirci è la musica che cantiamo insieme. Abbiamo idee abbastanza simili, tra noi ci sono grande rispetto, amicizia e una forte sincerità che si è sviluppata col tempo. Come qualsiasi relazione anche la nostra va coltivata negli anni».
Primi a Sanremo nel 2015, terzi nel 2019, ottavi nel 2024: ci sarà un quarto festival?
BARONE: «Perché no? Noi siamo aperti alle cose che la vita ci presenta, ci regala. Adesso non è in programma, non ci stiamo pensando, siamo concentrati su questo momento della nostra vita, sull’estero, c’è anche il Giappone. E poi si stanno avvicinando i nostri primi vent’anni».
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