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Porto Torres, alla Sala Filippo Canu il tributo a Fabrizio De Andrè

Porto Torres, alla Sala Filippo Canu il tributo a Fabrizio De Andrè

Domani alle 20.30 (ingresso gratuito) la voce di Denise Gueye e la chitarra di Marco Carta

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Le parole di Fabrizio De André tornano a risuonare domani sera 22 maggio, a Porto Torres. Alla Sala Filippo Canu, per il Festival Musicando per la Città, organizzato dall’associazione Musicando Insieme, andrà in scena “Le storie di ieri”, il progetto musicale firmato da Denise Gueye e Marco Carta, un viaggio raffinato e intenso dentro l’universo poetico di Faber.

Sul palco, dalle 20.30, si incontreranno la voce di Denise Gueye e la chitarra di Marco Carta, protagonisti di un lavoro costruito con rigore filologico ma anche con una forte urgenza espressiva. L’ingresso è libero e gratuito. 

«Per noi è una grande gioia accogliere ancora una volta due artisti straordinari, legati alla nostra associazione da un rapporto di stima, collaborazione e amicizia che negli anni si è consolidato sempre di più» sottolinea la direttrice artistica Donatella Parodi.

“Le storie di ieri” è il compimento di un percorso iniziato nel 2023 e già applaudito in importanti festival italiani, dal Faber Festival di Tempio fino al Castello di Pergine, in Trentino. Un lavoro in continua evoluzione che ha portato il duo a confrontarsi con alcune delle pagine più profonde e meno scontate del repertorio deandreiano.

Il concerto attraversa gli esordi di De André con brani come “Ballata del Miché”, “Fila la lana” e “Il fannullone”, ma si addentra anche nei dischi della maturità artistica del cantautore genovese. Non mancheranno le suggestioni di “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, ispirato all’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, con interpretazioni di “Un malato di cuore”, “Il suonatore Jones” e “Un medico”.

Spazio anche ai brani di “Storia di un impiegato” e a pagine immortali come “Le storie di ieri”, nata dalla collaborazione tra De André e Francesco De Gregori. Un repertorio affrontato dal duo con rispetto assoluto degli originali ma anche con una sensibilità contemporanea, fatta di arrangiamenti essenziali, atmosfere intime e una forte attenzione al valore delle parole.

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