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Spiaggia La Pelosa, rispunta il sito truffa che vende ticket gonfiati ai turisti: ecco come difendersi

di Federico Spano
Spiaggia La Pelosa, rispunta il sito truffa che vende ticket gonfiati ai turisti: ecco come difendersi

Il portale lapelosa-tickets.com, irraggiungibile dall’Italia ma attivo per chi naviga dall’estero, rivende a 19,90 euro il ticket giornaliero che invece costa 3,5 euro

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Sassari Ogni estate la spiaggia della Pelosa, a Stintino, fa il pieno di turisti e – puntualmente – di siti truffa che provano a lucrare sull’obbligo di prenotare l’accesso. Tra questi, anche per la stagione 2026 spicca “La Pelosa Tickets” (lapelosa-tickets.com), un portale in inglese che si presenta come sistema di prenotazione ma che in realtà rivende a quasi sei volte il prezzo reale il ticket giornaliero previsto dal Comune. Il sito è in pratica invisibile se ci si collega dall’Italia, mentre risulta regolarmente raggiungibile da computer o indirizzi IP esteri, segno evidente di un’operazione mirata ai turisti stranieri che pianificano le vacanze dall’estero.

Un biglietto da 3,50 euro rivenduto a 19,90

Per capire la dimensione del ricarico basta confrontare le cifre. Sul portale ufficiale spiaggialapelosa.it – gestito su incarico del Comune e indicato espressamente come “unico sito autorizzato alla vendita delle prenotazioni per La Pelosa” – la tariffa giornaliera è di 3,50 euro a persona. La prenotazione è obbligatoria dal 15 maggio al 15 ottobre, con un tetto massimo di 1.500 accessi giornalieri (500 posti prenotabili con largo anticipo e 1.000 aprono solo 48 ore prima), ma i costi sono chiari e trasparenti.

Su lapelosa-tickets.com, invece, il prodotto principale si chiama “La Pelosa Ticket: Day-Access + Digital Travel Guide” e costa 19,90 euro a persona. Nella scheda si legge che il prezzo è composto da “entrance ticket (3,50 €) + digital travel guide (16,40 €)”, ma non è possibile acquistare solo l’accesso alla spiaggia: la guida digitale è obbligatoria e l’unica opzione è il pacchetto da 19,90 euro. Il risultato è che un servizio pubblico da 3,50 euro viene rivenduto con oltre 16 euro di sovrapprezzo, mascherato da contenuto digitale aggiuntivo. Altro aspetto importante è che i biglietti non sono validi, quindi si spendono 19,90 a persona per non avere comunque alcun diritto all’ingresso in spiaggia.

Un portale che sembra “ufficiale” ma non lo è

A trarre in inganno è innanzitutto l’immagine di “ufficialità” costruita dal sito. La grafica riprende foto patinate della spiaggia e claim come “Get access to the stunning Spiaggia La Pelosa Beach in Sardinia”, con un linguaggio che suggerisce di trovarsi davanti al canale di prenotazione ufficiale. Nelle pagine principali (Home, Tickets, Blog, Contact) non c’è però alcun disclaimer chiaro che spieghi che si tratta di un soggetto privato, distinto dal Comune di Stintino o dal gestore incaricato, né vengono indicati in modo trasparente ragione sociale, partita Iva o un indirizzo legato al territorio.

L’intera procedura di acquisto è costruita per sfruttare l’ansia da “posti limitati”: il sito insiste sul fatto che l’accesso è contingentato, mostra calendari con molte date segnate come “sold out” e avverte che “ONLY 2 OR 4 TICKETS ARE AVAILABLE DURING HIGH SEASON”, spingendo chi prenota ad acquistare almeno due o quattro biglietti alla volta. In questo modo, un gruppo di quattro persone può arrivare a spendere quasi 80 euro per una giornata in spiaggia, al posto dei 14 euro complessivi dovuti sui canali ufficiali.

Raggiungibile solo dall’estero

Un altro elemento rivelatore è il diverso comportamento del sito a seconda del Paese da cui ci si collega. Dall’Italia, digitando l’indirizzo lapelosa-tickets.com o cliccando sul link, il portale risulta di fatto irraggiungibile o non operativo, mentre viene caricato normalmente se si naviga da un computer con IP estero. Una scelta che non sembra casuale: esclude di fatto i residenti, più informati sui canali istituzionali, e punta direttamente sui turisti internazionali che stanno organizzando la vacanza e rischiano di scambiare il sito per un servizio comunale.

Nessun rimborso e condizioni a sfavore del cliente

Le condizioni di vendita pubblicate da La Pelosa Tickets sono sbilanciate a favore del gestore. Nella pagina del prodotto viene specificato che le prenotazioni non possono essere annullate né modificate, e che non è previsto alcun rimborso in caso di mancato utilizzo per maltempo o “altri disastri naturali”. Una volta emessi i biglietti, il sito promette che l’accesso è “garantito” per il giorno scelto, ma scarica completamente il rischio sul consumatore anche se le condizioni meteo dovessero rendere poco fruibile la giornata.

Nel footer compaiono le classiche voci degli e‑commerce (Refund policy, Privacy policy, Terms of service, Cookie preferences) in un formato che richiama chiaramente una piattaforma standard come Shopify, a conferma che si tratta di un normale negozio online e non di un portale istituzionale. I pagamenti sono accettati tramite le principali carte di credito (Visa, Mastercard, American Express, JCB, Diners Club, Discover) e wallet digitali come Apple Pay e Google Pay, rendendo l’acquisto semplice e immediato per chiunque si colleghi dall’estero.

Come funziona il sito ufficiale del Comune

Il quadro cambia completamente se si guarda al portale ufficiale spiaggialapelosa.it, il solo autorizzato alla vendita dei ticket, come precisa una sezione del sito dedicata proprio al tema dei “siti fake”. Qui viene ribadito che “questo è l’unico sito autorizzato alla vendita delle prenotazioni per La Pelosa” e che non sono state concesse ad alcun soggetto terzo deleghe per la rivendita dei biglietti.

Sul sito è spiegato in modo chiaro che i posti disponibili sono 1.500 al giorno, che i bambini sotto i 12 anni non devono prenotare e che è possibile effettuare una sola prenotazione al giorno, per un massimo di quattro persone per volta. La procedura è trasparente: una volta confermata la prenotazione, i posti sono riservati per 30 minuti e il pagamento deve essere concluso entro questo termine, altrimenti la prenotazione viene annullata e i posti tornano disponibili. Il QR code ricevuto a fine procedura può essere mostrato agli operatori all’info-point o alle passerelle di accesso, che registrano il check‑in giornaliero.

In fondo alla pagina sono indicati i contatti ufficiali del gestore, Vosma Società Cooperativa Sociale, con sede a Sassari (via De Gasperi 7, partita Iva 02300550908), indirizzo email dedicato (vosma@spiaggialapelosa.it) e numero di telefono per richieste e assistenza. Tutti elementi che distinguono un servizio pubblico gestito per conto del Comune da un sito privato che opera in modo ambiguo e senza un mandato esplicito.

Un fenomeno che si ripete ogni anno

La vicenda di La Pelosa Tickets non è un episodio isolato, ma l’ennesima replica di un copione che si ripete ogni stagione estiva: nascono portali che comprano o simulano di comprare i ticket ufficiali e li rivendono con ricarichi altissimi, spesso puntando su domini e grafiche che imitano o richiamano i siti istituzionali. Proprio per questo, sul portale del Comune compare un avviso in evidenza che mette in guardia i visitatori contro i “siti fake” e invita a usare solo il canale ufficiale per prenotare l’accesso alla spiaggia.

Già lo scorso anno la sindaca di Stintino Rita Vallebella era intervenuta pubblicamente per segnalare il problema, invitando i cittadini e i turisti che si imbattono in questi portali a rivolgersi alla Polizia postale e alle autorità competenti per sporgere denuncia. Questo tipo di segnalazioni è fondamentale per consentire alle forze dell’ordine e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di intervenire, oscurare i siti ingannevoli e sanzionare eventuali pratiche commerciali scorrette.

Cosa possono fare i turisti

Il primo consiglio per chi sta pianificando una vacanza alla Pelosa è semplice: per prenotare l’accesso bisogna passare esclusivamente dal sito spiaggialapelosa.it o dalle app collegate, i cui link sono riportati direttamente sul portale. In caso di dubbi, è sempre possibile contattare il gestore tramite i recapiti ufficiali pubblicati sul sito o rivolgersi ai canali informativi del Comune di Stintino.

Se ci si imbatte in portali che chiedono cifre molto superiori ai 3,50 euro a persona, che si presentano come “ufficiali” ma non riportano in modo trasparente riferimenti a Comune, gestore o contatti italiani, è opportuno evitare l’acquisto, fare uno screenshot delle pagine e segnalare tutto alla Polizia postale. Allo stesso modo, chi si rende conto di aver pagato un sovrapprezzo può raccogliere ricevute, mail e conferme di pagamento e allegarle a una denuncia, contribuendo a contrastare un fenomeno che ogni estate mina l’immagine di una delle spiagge più famose della Sardegna e del Mediterraneo.

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