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Buon Gusto – Speciale Piccole Trattorie

Locanda da Antonia, a Sassari l’energia del cibo e del vino

di Rachele Falchi
Locanda da Antonia, a Sassari l’energia del cibo e del vino

Nei piatti convivono tutti i luoghi attraversati nella vita di Antonia e Fabiano, ingredienti emotivi prima ancora che gastronomici. Ogni preparazione ha il peso del tempo della ricerca e della memoria

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È molto raro, ma quando succede è una roba che folgora: riconoscersi ed amarsi, subito. Succede nelle relazioni romantiche, succede anche quando ci si ritrova seduti al tavolo giusto, accolti con la gioia che si prova quando arrivano gli amici cari. Ci si sente amati e protetti, a casa. E poi, ecco nel piatto la medesima cura, lo stesso amore. Questo è “La Locanda da Antonia”, un piccolo gioiello in via Torino a Sassari. Il viso di Antonia Masala racconta la Sardegna che le scorre nel sangue: nata a Ploaghe, ma la sua vita l’ha trascorsa per buona parte tra Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli. Terre di tradizione gastronomica sopraffina e grandi vini. La sua cucina racconta proprio questa contaminazione culinar-culturale, una ricchezza inestimabile tra conoscenza delle materie prime, tecniche e ricette autentiche.

Ma per ritornare in Sardegna, Antonia ha dovuto incontrare un friulano pazzo d’amore per l’isola, Fabiano Salvador. Insieme, poco meno di dieci anni fa, Antonia e Fabiano hanno lasciato tutto e si sono buttati in un’avventura. Ed eccoli qua, all’interno della loro creazione, la Locanda, una casa abitata da anime ostinate, gentili, innamorate di ciò che fanno, e delle persone che accolgono. Antonia guida la cucina, Fabiano è l’oste e con l’aiuto di Valerio Lai, presenza fondamentale nella brigata, il supporto di Donatella Sanna, del sommelier Claudio Tosatto e la piccola Margot, una jack russel, tutto è pura poesia.

La loro è una microristorazione fatta di ascolto, memoria, discrezione. Pochi tavoli, nessuna ostentazione. “Vieni perché stai bene”, ripetono. E forse è proprio questa la filosofia che rende la Locanda così diversa: non si entra per “farsi vedere”, si entra per appartenere. Anche solo per una sera. Antonia cucina con un’idea quasi spirituale del cibo. Per lei ogni piatto trasmette energia: in cucina si lavora senza stress perchè il cattivo umore finirebbe nelle pietanze, trasformandole.

«Ai nostri ospiti solo gioia, per il palato e per lo spirito», sorridono. Per questo la cucina deve essere armonia, musica, calma. Nessuna freddezza, nessuna rigidità estetica. Conta la sostanza, il morso, il conforto emotivo che un sapore può lasciarti addosso. Nei piatti convivono tutti i luoghi attraversati nella vita di Antonia e Fabiano, ingredienti emotivi prima ancora che gastronomici. Ma nulla nasce per moda. Ogni preparazione ha il peso del tempo, della ricerca, della memoria. E dentro questa cucina non esistono gerarchie fredde o distanze. Esiste una squadra. dove tutti assaggiano tutto: un piatto non si racconta solo con gli ingredienti, ma attraverso quello che succede “in bocca”, attraverso le emozioni che scatena.

E Fabiano è maestro in questo, con la sua cantina nazionale e internazionale: sa quale vino accostare ad ogni pietanza e quali sensazione lascia. I vini arrivano al tavolo come arrivano certi consigli preziosi: accompagnano ed esaltano il piatto, mai lo dominano. Menu e vini cambiano di continuo, proprio per stimolare ospiti e brigata. A “La Locanda da Antonia” capita spesso che non si voglia più andare via. Succede perché in un tempo in cui tutto è troppo fugace, consumato e ostentato, Antonia e Fabiano hanno scelto un’altra strada: quella delle relazioni.

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