Ornella Muti celebra la Sardegna della longevità: «Tifo per il cibo sano: fa vivere meglio e più a lungo»
L'attrice a Musei insieme alla figlia Naike Rivelli per partecipare alla manifestazione “Sonus e saboris”
Un mese fa Naike Rivelli era stata ospite di “Luoghi letterari”, il progetto ideato e realizzato da Gianmarco Murru e Giulio Pisano, e si era ri-innamorata della Sardegna. O meglio di quella parte di isola - aveva trascorso qualche giorno a Teulada - che non conosceva: natura, sana alimentazione, senso di comunità. «A giugno torno con mia madre, voglio che veda anche lei», disse. Promessa mantenuta. Naike Rivelli, in questi giorni, è tornata in Sardegna insieme alla mamma, l’eterna Ornella Muti. Insieme hanno fatto da madrine a “Sonus e saboris”, rassegna dedicata al gusto, all’arte, alla musica e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari di Musei, a partire da “su Cixiri”, nata proprio come spin-off di Luoghi letterari. Una parte in cui Ornella Muti, diva senza divismi che da anni si batte insieme alla figlia per una alimentazione sana e consapevole e a difesa dei piccoli agricoltori locali, si è calata perfettamente.
Ornella, come è stato questo ritorno nell’isola?
«Che dire? La Sardegna è sempre la Sardegna. È un’isola meravigliosa. Appena arrivata la prima cosa ho visto sono stati i fenicotteri... da altre parti non è che uno vede sempre queste cose».
Un mese fa Naike, dopo avere scoperto questa parte di Sardegna, ha promesso che avrebbe portato anche lei. Come l’ha convinta?
«Non c’è stato bisogno di convincermi. Quello che Naike mi comunica lo sento sempre. Lei è molto sensibile a certi argomenti e so che sono veritieri. Qui in Sardegna ci sono tante donne centenarie e uno dei motivi è sicuramente dovuto al fatto che si mangia in una certa maniera. E così quando mi ha raccontato quello che aveva visto mi si sono drizzate le orecchie».
Con sua figlia siete da anni in prima linea per un’alimentazione sana: chi ha contagiato chi?
«Credo di averla contagiata io. Per anni ho prediletto una cucina macrobiotica. Ho sempre avuto una certa attenzione per quello che mettiamo in tavola. Siamo orientate sulle verità del mangiare bene: abbiamo una sola vita e dobbiamo cercare di renderla la migliore possibile, meno proiettata verso il superfluo, più attaccata alla realtà».
Insieme avete lanciato una linea di detersivi bio-naturali: nessuno avrebbe mai immaginato di vedere Ornella Muti in questa veste...
«Non c’è solo la carriera, c’è anche la vita».
Cosa l’ha colpita di questa visita a Musei?
«È stato bellissimo incontrare le donne della organizzazione che cucinano questi cechi antichi. Mi ha colpito che molte di loro sono donne sole, ma intorno hanno una comunità forte».
Ornella Muti e la Sardegna: più vacanza o lavoro?
«Quasi sempre per lavoro. Girai anche un film (“Eutanasia di un amore” di Enrico Maria Salerno, ndr) a Porto Rotondo quando era ancora in costruzione. L’unica volta in vacanza fu durante una gravidanza. Un mio agente aveva una casa a Santa Teresa e mi ospitò per qualche mese. Fu un’esperienza splendida: forse è anche per questo che Naike è così attaccata alla Sardegna. Il mare è unico, la cucina è naturale. E poi una storia meravigliosa: c’è quel cuore dell’isola che nessuno è riuscito a penetrare e le ha permesso di conservare la sua identità».
Questi due giorni sardi sono stati una piccola pausa dal set?
«Ho a finito di girare una serie di Christian De Sica, tra poco inizio il nuovo film di Pupi Avati. Poi teatro e altra roba in giro...».
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