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La polemica

«Un cono gelato da 95 euro? Chi lo compra è cretino»: così Briatore sulla proposta di una gelateria – La replica

«Un cono gelato da 95 euro? Chi lo compra è cretino»: così Briatore sulla proposta di una gelateria – La replica

Sul costo finale inciderebbe l’uso di una materia prima particolarmente pregiata

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Bari Un cono gelato da 95 euro. Lo comprereste? A proporlo è la Mokambo Gelateria di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, dove una speciale creazione artigianale ha fatto discutere per il suo prezzo fuori dal comune.

A commentare la vicenda è stato Flavio Briatore, ospite della trasmissione Pomeriggio Cinque Estate, che ha espresso senza mezzi termini il proprio giudizio: «Chi spende una cifra simile per un gelato è un cretino». L'imprenditore ha poi messo a confronto il costo del cono con quello delle pizze servite nei suoi locali Crazy Pizza, dove i prezzi partono da circa 17 euro e possono superare i 70 euro per le versioni più esclusive, come quella con pata negra. «Mangiare una pizza seduti al tavolo costa meno di quel gelato», ha sottolineato.

La replica della gelateria

Le dichiarazioni di Briatore hanno suscitato l'immediata risposta di Vincenzo Paparella, uno dei proprietari della Mokambo Gelateria. A rendere così elevato il prezzo del cono, spiega Paparella, non è l'utilizzo di foglia d'oro alimentare, come molti potrebbero immaginare, bensì lo zafferano puro in fili, ingrediente particolarmente pregiato che incide in modo significativo sul costo finale. Il prezzo del gelato, inizialmente fissato a 70 euro e successivamente salito a 95 euro, viene giustificato dalla volontà di offrire un'esperienza esclusiva, pensata non come un semplice gelato da consumare ogni giorno, ma come un prodotto destinato a chi cerca qualcosa di unico.

Prenotazioni fino a settembre

Secondo Paparella, l'interesse del pubblico confermerebbe la bontà della scelta. «Oggi abbiamo ancora 148 persone in lista d'attesa, con prenotazioni che arrivano fino al 22 settembre. Riceviamo clienti dagli Stati Uniti, dalla Polonia, dalla Germania, dalla Francia, dal Giappone, dall'Australia e da molti altri Paesi». Un successo che, conclude l'imprenditore, rappresenta anche un'importante vetrina per il territorio: «È un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi, perché Ruvo di Puglia non è una delle classiche destinazioni del turismo internazionale».

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