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L’intervista

Eleonora Cecere, ex stellina di Non è la Rai: «Robbie Williams mi fece una corte spietata»

Eleonora Cecere, ex stellina di Non è la Rai: «Robbie Williams mi fece una corte spietata»

Dure critiche alla rappresentazione delle ragazze del programma di Boncompagni nella serie Sky dedicata agli 883

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Eleonora Cecere critica la rappresentazione delle ragazze di Non è la Rai nella serie dedicata agli 883. L'ex protagonista del programma di Gianni Boncompagni, intervistata da Fanpage, definisce «di cattivo gusto» alcune scene della prima stagione, contestando in particolare il modo in cui sono state raccontate le giovani che frequentavano Max Pezzali e Mauro Repetto durante gli anni del loro successo.

Il ricordo della partecipazione degli 883 a Non è la Rai resta positivo. Cecere, che all'epoca aveva appena 13-14 anni, parla di un'accoglienza entusiasta e di un momento divertente, ricordando anche il successivo incontro a Buona Domenica, quando le ragazze ballarono sulle canzoni del duo pavese. A non convincerla, però, è una scena ambientata durante una festa in piscina, dopo un'esibizione all'Acquafun di Riccione.

Nella ricostruzione televisiva una ragazza, che secondo Cecere potrebbe essere ispirata proprio a lei, compare mentre un'altra giovane rivolge a uno dei componenti degli 883 una proposta sessuale esplicita. «Credo che mai nessuna di noi abbia fatto una proposta del genere, né a Pezzali né a Repetto», osserva l'ex ragazza di Non è la Rai, precisando di non riconoscersi in quella rappresentazione e di non ricordare neppure la scena della ragazza con il cocktail a bordo piscina. Cecere riconosce che la serie racconta la storia degli 883 dal punto di vista dei protagonisti, ma ritiene che la rappresentazione delle ragazze sia stata poco rispettosa.

Nell'intervista racconta anche il successo arrivato quando era adolescente, il rapporto con Gianni Boncompagni e la corte ricevuta da Robbie Williams. Oggi è impegnata a teatro con la tournée di Rugantino e ha pubblicato il singolo Libera, dedicato alle donne vittime di violenza. Non nasconde, inoltre, il desiderio di tornare in televisione: «Non demordo, posso dare ancora un bel contributo».

«Ho avuto una corte spietata da lui. Riuscì ad avere il mio numero da Michela Andreozzi, mi lasciava messaggi in segreteria, all’epoca ero una ragazzina non potevo pensare che lui volesse davvero incontrarmi, fossi stata più grande avrei percepito la cosa in maniera diversa». 

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