Canto a tenore, a Osidda l’incontro di ventitré gruppi da tutta l’isola: l’iniziativa
L’evento è stato pensato e organizzato dal Tenore Sant’Andria de Orune
Novanta voci, ventitré gruppi e un’unica grande tavolata. Osidda si è trasformata per un giorno nella capitale del canto a tenore, ospitando un pranzo che ha riunito cantori arrivati da quindici paesi della Sardegna. L’iniziativa, organizzata dal Tenore Sant’Andria de Orune, si è svolta nella mattinata di oggi 7 novembre nelle sale del ristorante S’Iscopalzu. È stata insieme una festa, un momento conviviale e un’occasione rara per mettere attorno allo stesso tavolo gruppi che di solito si incontrano solo sui palchi delle sagre e delle rassegne.
L’elenco dei partecipanti racconta da solo la vitalità di una tradizione riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Hanno risposto all’invito il Tenore Santa Maria di Anela, il Tenore Santa Rosolia di Benetutti, il Tenore Romantzesu di Bitti, il Tenore Santu Bachis di Bolotana, il Tenore Monte Bardie e il Tenore Sant’Elene di Dorgali, il Tenore di Loculi, il Tenore Su Riscattu di Lodè e il Tenore di Lula. Oliena ha schierato la delegazione più numerosa, con il Tenore Populu Sardu, il Tenore Peppe Mereu, il Tenore Antoni Mereu, il Tenore Santu Lussugliu e il Tenore Tuones. Da Orune, oltre agli organizzatori del Sant’Andria, sono arrivati il Tenore Nunnale e il Tenore S’Arvorinu. Presenti anche il Tenore di Ottana, il Tenore Padresu di Padru, il Tenore Ususule di Siniscola, il Tenore Andrea Ninniri e il Tenore Consonu Nostra Signora di Seunis di Thiesi e il Tenore Su Narcone di Urzulei.
«Ci vediamo sempre di corsa, il tempo di un’esibizione e via. Volevamo invece una giornata tutta per noi, solo per stare insieme e cantare come si faceva una volta, a tavola» raccontano il Tenore Sant’Andria. «Giornate come queste arricchiscono, perché si uniscono tradizioni di diversi paesi e possono nascere collaborazioni importanti», sottolineano gli organizzatori.
E proseguono ringraziando «la gestione dello S’Iscopalzu per l’accoglienza e tutti i gruppi che hanno accettato l’invito». E guardano già avanti: «L’obiettivo è farne un appuntamento fisso».
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