La Nuova Sardegna

Milano: difesa Pifferi, 'integrare perizia, nuovi documenti dimostrano gravi deficit'

12 aprile 2024
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Milano, 12 apr. (Adnkronos) - Consentire un'integrazione della perizia dello psichiatra Elvezio Pirfo, scelto dai giudici di Milano per sciogliere il nodo sulla capacità di intendere e volere di Alessia Pifferi, alla luce della nuova documentazione clinica, legata all'età scolare dell'imputata, in cui si dimostrerebbero "turbe psichiche e gravi ritardi cognitivi". A chiederlo, nel processo in corso a Milano, è l'avvocatessa Alessia Pontenani che difende la donna accusata di aver ucciso la figlia Diana di soli 18 mesi. Una richiesta, la corte si è ritirata in camera di consiglio, a cui si è opposto il pm Francesco De Tommasi. "L'istruttoria, ampia ed esaustiva, ha dato spazio a tutte le richieste e credo sia arrivato il momento di mettere la parola fine. Appare evidente che la documentazione prodotta non può sulle valutazioni conclusive, non si evince nessuna patologia di carattere patologico, la difficoltà di apprendimento è una situazione molto diffusa tra i bambini". Per la pubblica accusa "dobbiamo valutare Alessia Pifferi per come era in quella maledetta settimana, dal 14 al 20 luglio del 2022" e la nuova documentazione clinica "ci parla di una persona di 30 anni fa che non esiste più. Forse non avrà il massimo del quoziente intellettivo, ma sa far funzionare la testa. Ritengo giusto acquisire questa documentazione, ma oggi dovrà essere giudicata per un fatto gravissimo e investire nuovamente lo psichiatra Pirfo - su due persone completamente diverse - comporterebbe un allungamento dei tempi del dibattimento che ha offerto tutti gli elementi necessari per decidere. Ora tocca a voi prendere la decisione finale". Per Pirfo l'imputata è capace di intendere e volere.
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