La Nuova Sardegna

Giornata dell'Abbraccio, ecco la 'medicina' che riduce stress e ansia in 30 secondi

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(Adnkronos) - Un abbraccio lungo, che duri almeno 30 secondi, può essere una vera 'medicina'. Di sicuro "è un potente antistress", spiega all'Adnkronos Salute lo psicologo Marco Piccolo nella Giornata dedicata proprio all'abbraccio, l'Hugging Day, che si celebra oggi. "Non si tratta soltanto di un gesto affettivo - evidenzia - ma è un regolatore profondo dello stress, come hanno dimostrato, nel tempo, molti studi". Questo perché "l'abbraccio lungo fa generare al nostro organismo degli ormoni che ci danno benessere psicologico, in particolare l'ossitocina, e allo stesso tempo riduce i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress)". Da un punto di vista psicologico, poi, "l'abbraccio agisce come una forma di 'contenimento': è un po' una ripresa dell'esperienza infantile quando noi venivamo 'contenuti' dall'abbraccio della mamma. Il contenitore rappresentato dal corpo dell'altro aiuta la nostra mente a calmarsi, a riorientarsi", sottolinea Piccolo. Non parliamo però, precisa, "dell'abbraccio 'formale' per motivazioni culturali, anche perché sappiamo che se cambiamo Paese i modi per dimostrare l'affetto, la vicinanza o - nel caso di un funerale - le condoglianze sono molto differenti, anche in Italia tra le diverse regioni". Per avere una funzione terapeutica il gesto non può essere brevissimo né formale. "All'interno dell'abbraccio - continua lo psicologo - c'è l'esperienza primordiale del contatto materno, ritroviamo quel tipo di conforto psicologico che è anche biochimico, oltre che affettivo, e che in qualche modo aiuta la nostra mente e il nostro corpo a calmarsi". Questo gesto, prosegue Piccolo, "riduce la nostra 'attivazione', il senso di allarme, di panico, di ansia. Abbassando il cortisolo limita quella sensazione di allarme interno e aumenta il senso di sicurezza che, ripeto, ha radici nel contenimento delle braccia della mamma. Per questo motivo l'abbraccio ha un impatto sia corporeo, perché la fisicità inizia a generare le reazioni biochimiche e lo stato di benessere, ma anche psicologico con profonde radici nella nostra esperienza infantile passata. Il bambino è sempre dentro di noi", chiosa l'esperto.
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