La Nuova Sardegna

Nuoro

"Tzikulate", la sfida al cioccolato dei dolciari Antonio e Francesco

di Gianluca Corsi
Francesco Pintori, a destra, e il figlio Antonio nel loro laboratorio (foto massimo locci)
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Francesco Pintori, a destra, e il figlio Antonio nel loro laboratorio (foto massimo locci)

Padre e figlio hanno inaugurato una linea artigianale vcon nomi tradizionali

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Nuoro «Sfizzero?». «Balla ca no! Nugoresu!». E così, parafrasando la réclame/tormentone di una nota marca di cioccolato, Antonio Pintori, pasticcere e cioccolataio con oltre 30 anni di esperienza, insieme al figlio Francesco, occhi e sorriso più dolci di una pralina, fanno partire da Nuoro una sfida super golosa. Una sfida che già dal nome richiama la “scioglievolezza” poetica della parlata nuorese: “Tzikulate”. Lo pronunci e ti si aprono evocativi pascoli erbosi, ai piedi dell’Ortobene, con i sentori della terra e i profumi delle nostre campagne che i maître chocolatier nuoresi dosano sapientemente nella fava di cacao peruviana.

«Perché – spiegano – il suo carattere morbido e deciso si sposa alla perfezione con i sapori della Sardegna e del Mediterraneo». Artigianalità ed essenza a chilometro zero che, negli abbinamenti apparentemente azzardati – menta, alloro, finocchietto e camomilla (fondente), rosmarino, mandarino (latte), lavanda e timo (bianco) – rivelano una sorprendente e delicata scoperta. E tutto presentato in confezioni di stili e colori accattivanti. Per non parlare della peccaminosa “Cucùja”, che in nuorese indica la mandorlètta, mandorla fresca (ancora con mallo): una crema spalmabile a base di mandorle, appunto, anche nella variante Cucùja amaricante, ispirata al tipico Amaretto sardo, che potrebbe sostituire benissimo il leggendario barattolone dal quale il Nanni Moretti nudo e represso di “Bianca” attingeva a piene mani per rinfrancarsi.

Ma i puristi e tradizionalisti del cacao stiano sereni: per loro ci sono sempre “Pìkidu” (fondente al 75 per cento, come si evince chiaramente dal nome), “Bàju” (latte al 40 per cento) e “Nue” (cioccolato bianco). «Le nostre tavolette – spiega Francesco con un sorriso disarmante e una passione per il lavoro che si legge tutta nello sguardo e nei gesti – sono da provare anche in tazza, sciogliendole in un bicchiere di acqua bollente. Provare per credere». Una passione per la pasticceria e la cioccolateria e una propensione all’innovazione che Francesco ha ereditato dal padre Antonio. Quando si dice “no ischiat a chie ghettare”. Antonio Pintori, famiglia con solide radici a Nùoro (dinastia dei Zizzerone, per la precisione), pasticcere e cioccolataio con oltre 30 anni di esperienza, ha imparato da ragazzo i segreti della pasticceria più alta e raffinata, e solo dopo un lungo apprendistato è tornato in città, per fondare l’Oasi Deliziosa.

E Francesco, che quei laboratori li ha frequentati sin da bambino, forma col padre un tandem perfetto: due generazioni con una visione della pasticceria moderna e raffinata, e uno sguardo attento ai sapori della tradizione. Ed è qui che ha sede La fabbrica del cioccolato. Qui i Tim Burton e Johnny Depp nuoresi seguono tutte le fasi della preparazione, secondo la formula “bean to bear”, dalla fava alla tavoletta: cominciano a trattare il cacao sin dalla tostatura e fino al concaggio, passando attraverso la pelatura e la raffinazione, ottenendo così il gusto del tutto originale, unico, inimitabile di “Tzikulate”.

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