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Il diritto degli anziani a una vita fatta di rispetto, dignità e amore

di Elena Michaela Meloni*
Il diritto degli anziani a una vita fatta di rispetto, dignità e amore

Il benessere psicofisico dei nostri vecchietti deve essere tutelato perché possano vivere gli ultimi anni della vita al di fuori di situazioni di disagio sociale

25 novembre 2023
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Rottami o pezzi di antiquariato? Gli anziani sono una parte essenziale della nostra società, perché rappresentano il caposaldo della storia del nostro popolo e per questo sono parte integrante della nostra memoria.

Attraverso la saggezza acquisita nel corso delle loro esperienze di vita, gli anziani sono come bussole che ci ricordano di puntare sempre al nord senza dimenticare i valori come il rispetto, la condivisione e la libertà.

Sarebbe opportuno che la generazione dei giovani si confronti con quella che li ha preceduti per trovare una fusione tra quello che è stato, quello che è, e quello che un giorno sarà. Noi ragazzi abbiamo e avremo sempre bisogno di loro e viceversa, nella speranza che la terza età non venga mai emarginata o isolata.

L’Italia è il paese con il più alto tasso di invecchiamento. La lunga vita purtroppo non va a pari passo con il mantenimento di una buona salute o condizioni di autonomia.

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione non ha fatto altro che evidenziare delle carenze preesistenti nell’assistenza sanitaria della terza età. Esse si denotano soprattutto negli Enti locali che nel Servizio sanitario.

Uno dei mali più temuti nel corso della terza età è la solitudine, la depressione e decadimento cognitivo accompagnato da anche da problemi al sistema cardiocircolatorio e disturbi del sonno.

È importante quindi la prevenzione sia in ambito sociale che sanitario.

La domanda da porsi è: quali sono i bisogni degli anziani? chi può dare e soprattutto che cosa, per poter migliorare la situazione? Le leggi in campo sociale che sanitario esistono, e lasciano delle linee guida e (dove è possibile) dei circuiti con strumenti di tipo economico, sociale e affettivo dell'anziano.

Attualmente esistono strutture che si occupano di inclusione in età avanzata, ma scarseggiano rispetto alla richiesta. Quelle che ci sono, non risultano finanziate adeguatamente rispetto alla reale necessità, così come il personale socio-sanitario che risulta insufficiente alla richiesta.

Inoltre bisognerebbe incrementare l’invecchiamento attivo attraverso lo sport promuovendo così l’inclusione sociale e la prevenzione alla fragilità dei più deboli.

In aggiunta sarebbe opportuno attuare delle politiche economiche flessibili per la cura e l'assistenza nel luogo periodo. La promozione di attività sociali e culturali è quindi fondamentale per vivere un anzianitá in armonia e salute.

È una faccenda che non riguarda solo gli anziani ma anche i più giovani perché un giorno ci riguarderà dato che il tempo passa per tutti e con l'avanzare dell'età cambieranno anche i nostri bisogni. Il benessere psicofisico dei nostri vecchietti deve essere tutelato per poter vivere gli ultimi anni della propria vita al di fuori di situazioni di disagio sociale. Benedetto XVI in un incontro nel 2012 nella casa famiglia a Roma «Viva gli anziani – disse –. La qualità di una civiltà si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune».

Tutti hanno diritto a una vita dignitosa basata sul rispetto e amore.

*Elena Michaela studia all’Istituto Kennedy di Sassari
 

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