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Insegnare il rispetto, no al pregiudizio

di Fiorella Tilocca*
Insegnare il rispetto, no al pregiudizio

I bambini nati anche da famiglie monogenitoriali o da famiglie arcobaleno ricevono lo stesso amore e le stesse attenzioni di genitori di sesso diverso

06 febbraio 2024
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«I bambini devono avere una mamma e un papà per essere amati» questo è quel che la nostra società ci ha sempre imposto sul tipo di famiglia che ci deve essere, ma al mondo ci sono tanti tipi di famiglie. Esistono le famiglie con due mamme o due papà e i bambini, la mamma o il papà single con i figli oppure anche un bambino o adolescente che vive con i nonni o gli zii. Ci sono tanti tipi di famiglia, chi ha detto che i bambini vengono amati di meno da due genitori dello stesso sesso? I figli non fanno differenza, per loro la cosa veramente importante è che vengano amati indistintamente.

La nostra società ci fa crescere con frasi tipo “non ti vestire cosi che sembri un maschio” “non metterti lo smalto, sembri una femmina”. Invece piano piano sta crescendo la consapevolezzache ognuno di noi è libero di essere quel che vuole essere e che una persona che non ti conosce e ti giudica ancor prima di conoscerti non sa il perché ti vesti così o hai determinati atteggiamenti.

Come dice la canzoni Born This Way di Lady Gaga, io sono nato/a così. I bambini nati anche da famiglie monogenitoriali o da famiglie arcobaleno ricevono lo stesso amore e le stesse attenzioni di genitori di sesso diverso. Sarebbe bello insegnare ai figli a non giudicare nessuno indipendentemente da sesso, etnia e dalle scelte che farà in futuro. Insegnamo ai bambini il rispetto che parte soprattutto dai genitori: se io rispetto te, tu rispetti me. E soprattutto, quando saranno grandi e andranno a dire, ad esempio, “mamma sono lesbica” “papà sono trans”, i genitori non devono farli scappare. In fondo, se i loro figli lo stanno dicendo significa che hanno fatto un buon lavoro: sia come genitori che perché hanno insegnato bene, ma anche perché le figlie e i figli si sentono sicuri con loro. Come sono tristi quelle situazioni in cui i figli vengono buttati fuori casa solo perché si sentono un’altra persona. I figli sono figli, i genitori veri si limitano ad amarli per quel che sono. Alla fine, love is love.

Noi adolescenti siamo ancora bambini chi più chi meno, c’è chi è maturato prima chi dopo e chi deve ancora farlo e proprio in questa fase vorremmo dire tante cose, ma non riusciamo e ci sentiamo bloccati. Perché dobbiamo seguire sempre i canoni della società? Perché dobbiamo seguire tutti lo stesso ciclo di vita? Finite le superiori, dobbiamo trovare l’amore della nostra vita poi andare all’università, andare via da casa dei nostri genitori, andare a convivere, mettere su famiglia, trovare lavoro eccetera. Beh la vita è nostra e facciamo quel che ci sentiamo di fare. Non metteteci fretta e, soprattutto, non toglieteci la parte giocosa che c’è in noi sennò il bambino che avete conosciuto scomparirà del tutto.

*Fiorella studia all’Istituto tecnico “S. Ruju” di Sassari
 

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