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Pena capitale: dare la morte a una persona non può essere un atto di giustizia

di Giulia Castronovo*
Pena capitale: dare la morte a una persona non può essere un atto di giustizia

Alcuni metodi sono anche molto crudeli come per il detenuto americano ucciso con l’azoto che provoca soffocamento

29 marzo 2024
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La pena di morte è una sanzione che prevede l’uccisione di un imputato condannato per aver commesso un crimine. Le sue origini risalgono all’antichità. Oggi attraverso l’evoluzione del pensiero della nostra società si può ben comprendere che la pena capitale viola il diritto più importante per un uomo: la vita. Oltre ciò sono tanti i motivi per cui dovrebbe essere abolita, come il pericolo di uccidere un innocente o ancora la mancata possibilità di riabilitazione per il condannato; è una punizione crudele da parte dello Stato che compie a sua volta il terribile crimine di giustiziare un proprio cittadino. Purtroppo è mantenuta in vigore in 57 paesi che utilizzano metodi disumani. Negli Stati Uniti per esempio si fa ricorso alla sedia elettrica o all’iniezione letale e in alcuni stati il condannato può anche scegliere se essere fucilato o impiccato.

Anche il 2024 si è aperto con una condanna a morte sempre negli Usa, in cui per la prima volta è stata condotta un’esecuzione con l’azoto. Il 25 gennaio è stato somministrato alla vittima, attraverso una maschera per l’ossigeno, azoto in forma pura che provoca soffocamento, una pratica considerata talmente crudele che è stata vietata persino per l’abbattimento degli animali domestici. Il condannato, o meglio la “cavia”, dato che è stato il primo uomo su cui si è sperimentata questa atrocità, è rimasto cosciente per 22 minuti. Le Nazioni Unite hanno condannato questo metodo. Ci si deve chiedere se la morte di un uomo è veramente il modo in cui vogliamo ottenere la giustizia. Il vero obiettivo dovrebbe essere quello di rieducare la persona e permettergli di capire perché ha sbagliato. Ogni essere umano deve avere la libertà di vivere ed è orribile che lo Stato si impossessi di questo diritto scegliendo se una persona possa continuare ad avere o meno lafacoltà di vivere.

*Giulia studia al Classico Manno di Alghero
 

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