La Nuova Sardegna

Alghero

Orsola, ancora dubbi: perizia sull’ora della morte

di Elena Laudante
Orsola, ancora dubbi: perizia sull’ora della morte

I giudici dispongono una nuova consulenza per stabilire quando fu strangolata E la fidanzata di Calvia: «Sandro è stato con me dalle 19.30 fino al giorno dopo»

04 dicembre 2012
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SASSARI. La possibilità era stata paventata nel corso delle scorse udienze. Pubblico ministero e parte civile si erano opposti, mentre la difesa l’aveva fortemente voluta. E ieri la Corte d’assise ha deciso: sarà un esperto super parter ad indicare l’ora della morte di Orsola Serra, l’insegnante di Alghero uccisa nel suo letto il 23 ottobre 2011. I giudici popolari chiamati a stabilire se è stato Alessandro Calvia, 42 anni di Alghero, ad uccidere la vittima, dovranno avere come riferimento un nuovo risultato.

La lettura dell’ordinanza dei giudici, presidente Pietro Fanile, a latere Rita Serra, è arrivata un’ora di camera di consiglio dopo la reiterazione dell’istanza dei difensori di Calvia, i penalisti Nicola Satta e Danilo Mattana. Giudici popolari e togati hanno riflettuto sulla necessità del nuovo accertamento, poi sono tornati nell’aula dell’Assise già col nome del perito: sarà Sabino Peloni, dell’Università di Modena, a vagliare le risultanze medico legali e i certificati del 118 a partire dal 19 dicembre, quando gli sarà conferito l’incarico. Il perito dovrà capire se Orsola è stata strangolata attorno alle 20 del 23 ottobre, come sostiene il consulente del pm, Franco Lubinu. Oppure se ha esalato l’ultimo respiro dopo le 21.30, ora della quale è certo, invece, il consulente della difesa Francesco Maria Avato, celebre per il suo apporto al processo sul giallo di Garlasco. Evidentemente, la sua audizione in aula ha insinuato il dubbio nella Corte a proposito dell’orario della morte. Lubinu la individua nelle 8 di sera, cioè esattamente 12 ore prima del ritrovamento del corpo da parte del padre di Orsola, Ettore Serra. Avato invece sposta la lancetta in avanti di un’ora e 30 minuti, e fa partire le 12 ore - a ritroso - dalle 9.30, cioè da quando il medico del 118 sposta il corpo di Orsola e fa scattare quel movimento del flusso sanguigno che traccia le macchie ipostatiche, cioè la colorazione del corpo che si forma in base allo spostamento del sangue verso il basso. Troppo distanti le due versioni, e soprattutto troppo determinanti nell’accertamento della verità per lasciare qualcosa di intentato, come aveva lasciato intendere il presidente della Corte, Fanile qualche udienza fa. E questo perché Calvia giura di essere uscito da casa di Orsola prima delle 18, di aver incontrato la sua fidanzata “ufficiale”, Anna Diana alle 19.23, 19.24, cioè pochi istanti dopo una chiamata al cellulare, e poi di essere andati assieme a prendere due pizze, per poi farsele portare a casa di lei. «È andata così», ha confermato ieri Diana alla Corte, citata dai difensori. «Alessandro e io siamo stati assieme fino alle 9 del mattino successivo. Me lo ricordo perché avevo una visita». Ma il legale di parte civile, Pietro Piras, ha chiesto di accertare quanto tempo ci vuole per raggiungere casa del datore di lavoro di Diana da quella di Orsola. Il 14 dicembre, parola alla genetista sul Dna presente sull’arma del delitto. Deve confermare se è dell’imputato.

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