Usai: «Con Bruno per rompere vecchi schemi»
Il partito ha lasciato la coalizione di centrodestra per confluire nella lista civica
ALGHERO. «La politica si può salvare soltanto con la politica». Lo sostiene Antonello Usai intervenendo sulla recente decisione dell'Udc di confluire nella formazione civica guidata da Mario Bruno e determinata dallo strappo non certo indolore con il Partito Democratico.
«Ognuno di noi ha una sua storia politica – aggiunge – da cui proviene e nella quale ha vissuto la storia politica e istituzionale. Un passato che non si nega ma che oggi è insufficiente per affrontare nuove sfide». Il leader dell'Udc si spiega meglio: «Dobbiamo avere il coraggio di mettere da parte i vecchi simboli, le vecchie idee e imbarcarci su un terreno nel quale va organizzata una politica nuova, nelle forme, nelle idee e nelle speranze, una piattaforma nella quale possano trovare spazio i tanti che vogliono impegnarsi. Non si tratta soltanto di vincere le elezioni ma di avere un programma da realizzare». L'uscita dagli schemi, la rottura delle alleanze tradizionali, quasi un rifiuto della vecchia concezione di “partito” sono necessarie per «attivare una forma di rappresentanza politica che pratichi una visione larga e inclusiva della politica, capace di stare nelle istituzioni ma anche di muoversi nella società, generando spazi partecipativi e trasformando le speranze della gente in atti politici ». Usai fa riferimento al programma elettorale di Mario Bruno nel quale i concetti appena espressi trovano ampia applicazione. “Non ci interessano più le formule – sostiene ancora – ma in questo difficilissimo momento di crisi economica e sociale dobbiamo parlare di programmi, avere riferimenti certi di competenza , non inseguire la pura e semplice protesta, che sarà anche suggestiva ma non produce risultati, ma lavorare per dare risposte, e se la politica vuole tornare a farsi apprezzare deve mettere al centro della sua azione la persona». (g.o.)