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Tesori archeologici "snobbati" dai turisti

di Pinuccio Saba
Il villaggio di Palmavera ad Alghero
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Il villaggio di Palmavera ad Alghero

Visitatori in calo nelle necropoli di Palmavera e Anghelu Ruju. Colpa della scarsa pubblicità e dei trasporti inesistenti

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ALGHERO. Con le sue 38 sepolture, la necropoli prenuragica di Anghelu Ruju è la più vasta e importante della Sardegna. Altrettanto importante (anche se non maestosa come altre) la reggia nuragica di Palmavera. Due poli di attrazione per quei turisti che non si accontentano del binomio sole-mare. Due tesori (il primo risalente al 3200 a.C; il secondo al XVI secolo a.C.) che meriterebbero più attenzione dalle istituzioni del territorio. Ma, nonostante il valore culturale di questi due siti, il flusso turistico non è quello che meritano. Il 2014, poi, è stato un anno orribilis, che ha fatto segnare un calo di presenze.

Nel 2013 le presenze registrate a Palmavera (fino al 31 ottobre) erano state oltre 24 mila mentre la necropoli era stata visitata da oltre 12 mila turisti; quest’anno Palmavera si è fermato a poco meno di 22 presenze, mentre Anghelu Ruju ha fatto registrare un calo più contenuto, poco sotto le 12 mila visite. Numeri che tengono conto delle visite individuali, dei gruppi organizzati, delle scolaresche.

Le ragioni di questo calo? Tante, a partire dalla poca pubblicità (anche se Palmavera è avvantaggiata perché si affaccia sulla strada delle spiagge) per finire alla scarsità di servizi. Tutto si regge sull’inventiva della cooperativa “Silt” che gestisce i due siti, oltre alla Tomba 1 del complesso sepolcrale prenuragico di Santu Predu, sulla vecchia strada per Ittiri.

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