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Alghero

Incidenti domestici, ogni anno una strage

I morti in Italia sono almeno 4.500: è emerso nel convegno organizzato dalla Asl all’hotel Catalunya

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ALGHERO. Ogni anno in Italia muoiono almeno 4.500 persone a causa di infortuni che si sono procurati dentro la propria abitazione. Per non parlare di quelle che invece perdono la vita in un incidente stradale. Di questo vero e proprio bollettino di guerra si è parlato nella giornata di venerdì scorso durante un convegno organizzato all’hotel Catalunya dalla Asl di Sassari in collaborazione con il Servizio di Igiene e Sanità pubblica. «Gli Infortuni domestici e stradali sono un problema di sanità pubblica», è il concetto che ha animato i lavori. L’evento, ha visto la partecipazione di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, sindaci e assessori ai servizi sociali dei comuni presenti nell’ambito del territorio della Asl di Sassari. Tra i relatori, oltre agli esperti della Asl di Sassari, Giacinto Matera Comandante della Polizia stradale di Sassari, Francesco Fadda Direttore della Pediatria di Comunità della ASL di Nuoro e Alessio Pitidis esperto dell'Istituto Superiore della Sanità.

Nel corso del convegno i relatori, da un inquadramento generale delle problematiche, sono entrati più nel dettaglio su alcune variabili specifiche di due differenti target: il consumo di alcol e sostanze nell’età giovanile per quanto riguarda l’incidentalità stradale e la fragilità ossea post-menopausa per quanto riguarda gli incidenti domestici nelle donne.

«In Italia l’Istituto superiore di Sanità stima che siano almeno 4.500 i morti all’anno derivanti da incidenti domestici. I soggetti maggiormente a rischio di trauma sono i bambini piccoli , gli anziani e le donne», ha spiegato Fiorenzo Delogu, direttore del servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Sassari, nonché direttore scientifico dell’evento.

«Gli incidenti stradali, se non ci sarà una forte inversione di tendenza entro il 2020 - ha detto ancora Delogu - rappresenteranno la terza causa di morte e di disabilità acquisita tra i giovani, mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità, già da qualche anno, ha riconosciuto come problema sociale l'osteoporosi e pone come sfida per i prossimi decenni la prevenzione delle conseguenze a essa correlate. Per questo motivo informare i medici risulta un obiettivo fondamentale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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