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Erbacce, punteruolo e rischio incendi

di Gianni Olandi
Erbacce, punteruolo e rischio incendi

ALGHERO. Diversi ettari del parco del Palazzo dei Congressi di Maria Pia si trovano ormai in stato di completo abbandono al punto da essere diventati la location per le vacanze del punteruolo rosso....

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ALGHERO. Diversi ettari del parco del Palazzo dei Congressi di Maria Pia si trovano ormai in stato di completo abbandono al punto da essere diventati la location per le vacanze del punteruolo rosso.

L'insetto ha infatti distrutto decine di palme e può proseguire nella sua attività visto che nessun intervento di protezione e difesa è stato eseguito in quell’area. Di disinfestazione neanche a parlarne. Il parco è di proprietà regionale e non essendo stata rinnovata la convenzione per la gestione dell’area con annesso teatro dove ogni anno si svolgevano gli eventi musicali della Riviera del Corallo, nessuno si è curato di fare un minimo di manutenzione. L’intero spazio sta diventando una foresta, sul selciato destinato alla viabilità interna e ai parcheggi la vegetazione sta prevalendo e tra i lastroni di cemento spuntano piante di fico e cespugli di macchia mediterranea.

Anche l’area verde, quella che una volta era uno straordinario belvedere compreso tra il mare e la laguna del Calich, sta interpretando il ruolo di decadenza e abbandono che si è impadronito da tempo dal palazzo dei congressi costato ai contribuenti circa 25 milioni di euro. Vale la pena ricordare che all’interno dello stesso spazio si trovano campi da tennis, calcetto, postazioni per l’offerta di ristoro e servizi. Impianti che una gestione corretta di un bene pubblico avrebbe dovuto mettere a regime, creando così le condizioni per individuare anche qualche ricaduta di ordine economico e occupazionale.

Ma oltre al disinteresse istituzionale, in quella terra che di fatto è di nessuno, si stanno creando condizioni di pericolosità allarmanti per quanto riguarda il rischio incendi. Sterpaglie e arbusti ormai secchi alti quasi un paio di metri, su terreni non sottoposti a bonifica come prevede la stessa ordinanza regionale per la prevenzione degli incendi che fa obbligo di bonificare i terreni, costituiscono un’esca straordinaria per innescare fuochi anche non necessariamente dolosi viste le temperature africane di questi giorni che potrebbero determinare infatti anche le (rare) condizioni per episodi di autocombustione.

Non potrà essere sufficiente, nel caso di incendio, assegnare la responsabilità alla Regione, proprietaria del sito, per mettersi al riparo da ogni competenza specifica e diretta, visto che il fuoco difficilmente si preoccupa di osservare i confini catastali. Soprattutto se soffia il maestrale.

L’intera situazione di precarietà e di rischio incendi in quell’area sembra non sia stata presa in seria considerazione in ambito locale.

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