Corallo patacca, il Comune si allea con i commercianti
Il primo passo: lasciare in vetrina solo il “corallium rubrum” L’accordo sottoscritto dal sindaco e da venti negozianti
ALGHERO. La guerra alle patacche e alle imitazioni è dichiarata. E non sarà domani, ma neanche fra un anno, poi Alghero darà l’addio anche al corallo bambù. Non è un’imitazione o un falso, per carità, ma non ha niente a che fare con il corallium rubrum del Mediterraneo, commercialmente conosciuto in tutto il mondo come corallo rosso di Alghero.
In mancanza di una unità di intenti difficile da trovare, data l’abbondanza di posizioni in campo e gli interessi legati alla pesca, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione di una gemma tanto preziosa e tipica quanto imitata e svalutata, il Comune di Alghero e gli addetti ai lavori hanno scelto la tattica dei piccoli passi. Il marchio del prodotto tipico arriverà, per ora il primo step verso quell’obiettivo è rappresentato dalla firma di una dichiarazione di intenti sottoscritta da oltre venti titolari delle botteghe che lavorano o commercializzano il corallo. Siglata di fronte al sindaco di Alghero, Mario Bruno, e all’assessore comunale delle Attività produttive, Natacha Lampis, la dichiarazione d’intenti impegna fin da subito i singoli negozianti a eliminare dalla propria esposizione o vendita le opere e i gioielli realizzati con materiali che imitano il corallium rubrum. «L’obiettivo è che il corallo che si trova ad Alghero sia davvero autentico», spiega Mario Bruno. «C’è la volontà di arrivare al risultato con gradualità, ma siamo convinti che si tratti di un’operazione coraggiosa – prosegue il sindaco – che può avere un importante ritorno economico e d’immagine».
Difendere il corallo di Alghero e la sua economia artigianale tradizionale da prodotti di dubbia provenienza «significa valorizzare la storia, la cultura e il nome stesso della Riviera del Corallo», ha ripetuto Natacha Lampis.
L’atto formale siglato nei giorni scorsi punta alla tutela e alla valorizzazione delle produzioni, che in futuro sarà affidata al riconoscimento del marchio di qualità per il corallo rosso di Alghero. È l’obiettivo del tavolo tecnico costituito di recente dalla Consulta comunale per lo sviluppo economico e il lavoro, che dovrà elaborare il disciplinare e il regolamento d’uso del marchio di qualità, che identifichi, sostenga e promuova le attività che vendono o lavorano unicamente il corallium rubrum. L’eliminazione di tutte le imitazioni dalle vetrine di Alghero, insomma, è solo un primo passo, ma la pace potrà essere firmata solo quando saranno smaltite tutte le scorte di corallo bambù e i negozi certificati potranno vendere solo corallo del Mediterraneo.
Al prossimo appuntamento parteciperanno il Comune di Alghero, gli artigiani e i commercianti del corallo, le associazioni di categoria, i referenti degli assessorati regionali dell’Agricoltura e pesca, del Turismo, artigianato e commercio, i rappresentanti di Laore, Parco regionale di Porto Conte e Area marina protetta.
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