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Alghero

Alghero, a Mugoni si fa il censimento dei rottami

Gianni Olandi
La pineta distrutta dalle fiamme
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La pineta distrutta dalle fiamme

Prima di avviare le bonifiche è necessario individuare e portare altrove la grande quantità di materiale distrutto dalle fiamme

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ALGHERO. Il disastro ambientale provocato dall'incendio doloso dello scorso 20 di settembre che ha investito il litorale di Porto Conte e in particolare 15 ettari della pineta di Mugoni, ha posto oltre alla dolorosa constatazione dei danni diverse legittime perplessità soprattutto a proposito della presenza all'interno dei due ex camping sotto sequestro da parte dell'autorità giudiziaria di un quantitativo imponente di auto, roulotte, casette, cucine, bombole di gas e materiali diversi.

È ora evidente che per poter procedere alla bonifica dei siti percorsi dalle fiamme sarà necessario inventariare l’esistente per rimuoverlo, catalogare la specificità delle presenze materiali, svolgere un vero e proprio riordino che forse sarebbe stato utile affrontare a suo tempo anche in previsione dei tempi piuttosto lunghi delle procedure giudiziarie legate alle vicenda dei due camping di Sant’Imbenia e Sant’Igori.

E a proposito di bonifica va detto che i riferimenti istituzionali del territorio e quelli regionali si stanno muovendo con celerità per affrontare il disastro.

Il Parco di Porto Conte ha già predisposto una relazione tecnica subito inviata alla Regione, assessorato all’Ambiente, nella quale si è proceduto a definire nel minimi dettaglio la situazione esistente. Procedura, come sottolinea il direttore della riserva Vittorio Gazale, è finalizzata al riconoscimento di disastro ambientale e quindi alla individuazione delle risorse per affrontare il risanamento.

A questo proposito va ricordato che è stata depositata una proposta di legge, primo firmatario il consigliere regionale Marco Tedde, nella quale si chiede alla maggioranza l'assunzione di un provvedimento che metta il Comune di Alghero di avere le disponibilità finanziarie per affrontare in termini operativi il disastro provocato dall'incendio. Provvedimento che potrebbe essere assunto in tempi relativamente brevi e dare così un segnale importante sulla reale presenza della massima autorità regionale in questa vicenda frutto di una mente criminale il cui gesto ha rischiato di distruggere uno dei patrimoni inestimabili del territorio e di tutta la Sardegna.

Sul percorso da seguire per la bonifica del sito il direttore del Parco non ha esitazioni nel sostenere che «bisogna rimuovere tutto il materiale esistente all'interno dei due ex campeggi – sostiene Vittorio Gazale –. È la condizione primaria per dare corso a un intervento realmente efficace e che abbia ben precise caratteristiche anche sul piano della prevenzione». Nonostante la violenza delle fiamme e le devastazioni favorite dal vento di maestrale che in quella notte del 20 di settembre soffiava in misura piuttosto intensa, il presidente del Parco di Porto Conte Antonio Farris, ha segnalato nel corso di una conferenza cui era presente l'assessore regionale all'Ambiente Donatella Spano, che «gli interventi in corso sul sistema dunale non hanno subito danneggiamenti e la nostra straordinaria specificità ambientale, la Anchusa Sardoa, una piantina che esiste soltanto sul litorale di Mugoni, quindi unica al mondo, non è stata sfiorata dal fuoco non subendo quindi alcuna violenza».

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