Dalle borgate un appello per la bonifica di Mugoni
I Comitati: «È un pugnale conficcato nel cuore di una perla ambientale» Il Comune attende che la Regione stanzi i due milioni per il ripristino della pineta
ALGHERO. «Sul disastro ambientale di Porto Conte è calato un silenzio assordante, ma non può finire nel dimenticatoio». L’incendio che la notte del 20 settembre ha devastato la pineta Mugoni, radendo al suolo il campeggio di Sant’Igori e danneggiando quello di Sant’Imbenia, è una ferita ancora aperta. L’sos parte dalle borgate di Guardia Grande e Maristella e arriva sino a Sant’Anna, ma l’amministrazione comunale non è il destinatario finale dell’appello di Pina Congiu, presidente del comitato di Guardia Grande e Corea, e Tonina Desogos, presidente di quello di Maristella. «Il sindaco di Alghero faccia di tutto per ottenere risposte concrete e tempi certi», affermano le due rappresentanti degli abitanti di Capo Caccia.
«Porto Conte, Alghero e la Sardegna non possono permettersi questo pugnale conficcato nel cuore di un perla ambientale», dicono le due donne, secondo le quali «è un disastro ambientale, come un’alluvione o un terremoto, e come tale va trattato». L’affermazione perentoria aiuta a capire che in realtà il messaggio è per la Regione, dalla quale si attendono notizie su tempi e modalità di erogazione dei 2milioni necessari per la bonifica dell’area. «Sono state bruciate duecento roulotte, c’era di tutto – spiegano le autrici della richiesta d’intervento – plastica, eternit, vetroresina, bombole, quello di Porto Conte è un bollettino di guerra, una bomba ambientale nel cuore di un parco naturale, a pochi passi dalle nostre comunità e da una delle spiagge più amate del territorio».
La periferia chiama e il Comune di Alghero risponde. «Il progetto di messa in sicurezza delle aree di Mugoni interessate dall’incendio è praticamente pronto», è l’immediata rassicurazione dell’assessore comunale dell’Ambiente, Raimondo Cacciotto. «Rispetto al cronoprogramma concordato e ai provvedimenti di competenza da attuare non si è perso tempo – spiega il vicesindaco –. Una volta eseguita la variazione di bilancio, abbiamo affidato con procedure di massima urgenza l’incarico per la progettazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza e della quantificazione delle risorse necessarie per gli interventi più immediati». Si tratta della recinzione delle aree, dell’installazione di reti di captazione delle acque e di barriere impermeabili, per evitare che con l’arrivo delle piogge, potenziali sostanze inquinanti siano assorbite dal terreno. La bonifica riguarderà cinque ettari, come stabilito da assessorato regionale dell’Ambiente, Forestale, Ente Foreste, Arpas, vigili del fuoco, Asl, Provincia di Sassari, Parco di Porto Conte, polizia locale e Comune di Alghero. Intanto sono state completate le misure urgentissime autorizzate dalla magistratura sassarese sull’area sotto sequestro giudiziario, come la rimozione delle bombole di gpl. Stando così le cose, resta solo da sapere dalla Regione quando e quanti soldi arriveranno.
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