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Alghero, polemiche sul Capodanno 2016: “E' un modello vecchio”

di Gian Mario Sias
Un'edizione del Cap d'Any di Alghero
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Un'edizione del Cap d'Any di Alghero

Ma per Trivago è una delle dieci migliori destinazioni italiane per salutare il 2016. Federalberghi: questa città è soprattutto una meta balneare

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ALGHERO. Su una cosa sono tutti d’accordo: la bravura di Elio e le Storie tese. Da Comune di Alghero e Fondazione Meta, che sulla band hanno scommesso in vista di Capodanno, a Trivago, motore di ricerca per gli hotel, che segnala la Riviera del corallo tra le migliori mete di San Silvestro. Da Oliena e Orgosolo, che ad Alghero saluteranno il 2016 e suggelleranno la sinergia tra costa e interno, al consigliere comunale Enrico Daga, che però sul programma di Capodanno ha molto da ridire.

Dal presidente di Confcommercio Alghero, Massimo Cadeddu, per cui la stagione turistica lunghissima è solo un sogno, al presidente di Federalberghi Nord Sardegna e Consorzio Riviera del corallo, Stefano Visconti, secondo il quale Alghero è vista come destinazione balneare. Elio e le Storie tese non si discutono, insomma.

Il programma di Cap d’Any e la promozione di una stagione turistica lunga dodici mesi, invece, sì. «Siamo alle solite, si replica in peggio un modello vecchio vent’anni – attacca Enrico Daga –. Non si tratta di fare critica musicale, ma le poche risorse disponibili devono servire per lanciare un’altra stagione turistica». Per il consigliere «l’imperativo è quello di rilanciare la destinazione, non di battere Castelsardo sulle presenze in piazza del 31 dicembre».

Enrico Daga è soddisfatto dalla presenza nel cartellone di Capodanno degli Internazionali d’Italia di Motocross. «Inseguiamo questo evento da due anni, chi oggi annuncia trionfante questo risultato – precisa – ci avrebbe potuto aiutare ad anticipare le cose di un anno». Scaramucce politiche a parte, «il modello del Capodanno algherese ha fatto scuola – chiosa Daga – ma deve essere innovato, da dieci anni è finito in un binario morto».

Capodanno 2016 non piace a tutti, ma anche la proposta di fare turismo tutto l’anno fa parlare. «Oggi Alghero garantisce più di 1500 posti letto, ma gli indici di occupazione non vanno oltre il 25 per cento, il problema non siamo noi –, commenta Stefano Visconti. Per il presidente del Consorzio Riviera del corallo, –, il prodotto turistico Alghero è un prodotto balneare, superare questa convinzione è possibile ma mancano diversi tasselli». Prima di pensare far turismo tutto l’anno «sarebbe un ottimo risultato ampliare la stagione in aprile e ottobre, quando gli alberghi sono tutti aperti e non si supera il 40 per cento di posti letto occupati», insiste Visconti. «Occorre attrarre i mercati, a iniziare da quello sardo e italiano – suggerisce il presidente provinciale di Federalberghi – serve un calendario organizzato e gestito attraverso Meta, avendo come primo obiettivo i mesi spalla della stagione estiva, poi penseremo anche alle altre stagioni».

Gli imprenditori hanno idee e sono pronti a scommetterci sopra. «Ben lieti di essere coinvolti, non vogliamo ratificare decisione già prese», conclude Visconti. Ancora più chiaro Massimo Cadeddu. «Quello che dice il sindaco è un sogno straordinario, ma non si può prescindere dai flussi di vacanzieri», sostiene il leader cittadino di Confcommercio. «Prima parli con la società di gestione dell’aeroporto e con l’assessore regionale dei Trasporti – dice Cadeddu – se d’inverno si taglia il 70 per cento dei voli e ad Alghero non arriva nessuno, certe strutture non possono restare aperte, non riuscirebbero neanche a pagare gli stipendi».

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