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Alghero

Una “doc” per i bogamarì

ALGHERO. Da qualche settimana è aperta la pesca al riccio di mare e il gustoso bogamarì è al centro delle attenzioni degli chef algheresi per il tradizionale utilizzo della polpa rossa o giallastra...

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ALGHERO. Da qualche settimana è aperta la pesca al riccio di mare e il gustoso bogamarì è al centro delle attenzioni degli chef algheresi per il tradizionale utilizzo della polpa rossa o giallastra nella preparazione dei primi piatti. A favore del gustoso e spinoso frutto di mare c'è una proposta che giunge da un giovane chef locale, Gabriele Canu del ristorante Maò del Quartè Sayal, secondo il quale al riccio nostrano dovrebbe essere dato un riconoscimento, una sorta di certificazione.

«Meglio ancora sarebbe – dice lo chef – l’autenticazione del luogo di pesca per una ragione molto semplice. Il mare di Alghero ha la fortuna di disporre delle praterie di posidonia dove il riccio vivo e si nutre e l’integrità delle acque unità alla alimentazione costituiscono indubbiamente a dare al riccio un gusto unico, una gradevolezza che quando arriva in cucina rende giustizia soprattutto ad alcuni primi piatti conditi con la polpa. Sapore che gli intenditori individuano anche nella degustazione diretta del frutto di mare appena pescato». In pratica il “bogamarì” doc. (g.o.)

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